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Cronaca

Omicidio Scazzi: Misseri, fu consulente Bruzzone a indurmi a parlare di cintura

5 Dicembre 2012

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Taranto, 5 dic. - (Adnkronos) - Non solo il suo primo difensore (prima di ufficio, poi di fiducia), l'avvocato Daniele Galoppa, ma anche la consulente criminologa, arruolata dal legale, Roberta Bruzzone, avrebbe fatto pressioni su Michele Misseri per cambiare la versione sull'omicidio della 15enne Sarah Scazzi, inducendolo ad accusare la figlia Sabrina e anche a identificare in una cintura, invece che in una corda, l'arma del delitto. Lo ha sostenuto il contadino di Avetrana in diversi passaggi dell'interrogatorio, reso stamane come testimone della difesa della giovane imputata, condotto dall'avvocato Franco Coppi.

"La storia della cintura e' venuta fuori quando e' intervenuta la dottoressa Roberta Bruzzone" ma l'arma del delitto "e' sempre stata una corda che poi ho buttato nella spazzatura insieme alle scarpe", ha detto Misseri riferendosi alle ciabatte infradito indossate dalla vittima. "Non c'e' stata nessuna cintura", ha assicurato. Quindi ha attribuito la presenza sul collo del cadavere di segni che potevano riportare a delle cuciture al "manico del compressore. Sarah e' cascata con il collo sul compressore, non con la testa".

Misseri ha riferito di aver parlato di cintura, durante l'incidente probatorio, proprio perche' sarebbe stato convinto a farlo ai primi di novembre del 2010 dalla dottoressa Bruzzone. "Era sempre lei che diceva che si era trattato di una cintura". Ma si tratta di "una versione non vera - ha spiegato - Per questo dopo l'incidente probatorio ho chiesto di essere interrogato". Inoltre il testimone, che nel processo e' anche imputato di concorso in soppressione di cadavere e altri reati minori, ha sottolineato che "anche il professor Strada (il medico legale incaricato dalla Procura ndr) prima ha detto che era una corda e poi che era una cintura". (segue)

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