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cronaca

Santi Consolo, nuovo capo del Dap: ''La mia sfida è cambiare le strutture del carcere''

Priorità ''qualità vita detenuti e operatori, confronto con tutti. Da da S. Vittore all'Ucciardone verificherò le condizioni di vita negli istituti di pena. Impegno per dare risposte all'Europa''. I detenuti ''possono fare manutenzione alle strutture''

5 Dicembre 2014

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Santi Consolo, nuovo capo del Dap: ''La mia sfida è cambiare le strutture del carcere''
Priorità ''qualità vita detenuti e operatori, confronto con tutti. Da da S. Vittore all'Ucciardone verificherò le condizioni di vita negli istituti di pena. Impegno per dare risposte all'Europa''. I detenuti ''possono fare manutenzione alle strutture''

Roma, 5 dic. (AdnKronos) - "La mia sfida è dare una svolta alle strutture penitenziarie. Un progetto che anche a livello europeo possa far guardare all'Italia come a un modello positivo". In un'intervista all'Adnkronos il magistrato Santi Consolo, nominato nuovo capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria (Dap) il 1 dicembre scorso dal Consiglio dei ministri, traccia le linee programmatiche della sua azione.

"La priorità è la qualità di vita dei detenuti, la tutela dei loro diritti -spiega- e insieme il miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori e la collaborazione con il mondo del volontariato. Voglio confrontarmi con tutti: operatori, sindacati, Polizia penitenziaria. Perché il Corpo dei baschi azzurri è il nerbo della struttura: sono questi uomini e donne a lavorare a diretto contatto con i detenuti e in prima linea nell'opera di rieducazione".

"Auspico che l'insediamento possa avvenire prima di Natale", prosegue Santi Consolo, già vice capo del Dipartimento durante la presidenza di Franco Ionta fino al 2011. "Voglio verificare in maniera diretta -anticipa- l'effettiva condizione all'interno degli istituti di pena per vedere anche le condizioni di lavoro di quanti vi operano. Metterò a punto un preciso programma di confronti, da S. Vittore all'Ucciardone".

Consolo traccia quindi alcuni obiettivi: "Stenta a decollare la legge Marino per quel che riguarda l'abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Su questo versante -assicura il nuovo capo del Dap- farò delle verifiche per capire come è possibile attuare in tempi ragionevoli il nuovo assetto che prevede la cura e l'assistenza alle persone con disabilità mentali. L'obiettivo -rimarca- è avere la collaborazione degli enti locali e delle regioni, chiudendo gli Opg".

E assicura: "Con il Guardasigilli, Andrea Orlando, ho una grande sintonia, e un sentire comune sentire. I problemi di cui abbiamo parlato sono quelli che il ministro vuole risolvere: avremo una collaborazione proficua e rispetterò l'indirizzo del ministro che chiede chiarezza, verifiche e soluzioni alle indicazioni che l'Europa ci ha chiesto. Mi impegnerò al massimo per dare risposte".

Quanto al sovraffollamento, "ho un'ambizione: quella di realizzare mini-progetti possibilmente approvati anche con la cassa delle ammende, per realizzare dei lavori all'interno degli istituti di pena che migliorino le condizioni abitative e per quanto possibile vadano ad ampliare anche gli spazi detentivi. Tra i detenuti -fa notare il capo del Dap- ci sono idraulici, piastrellisti e operai che possono lavorare e fare ordinaria manutenzione nelle case circondariali. In questo modo si fanno lavorare i detenuti, come avviene in altri Paesi europei, senza la necessità di intervenire con mega appalti che costano milioni di euro".

"Grande attenzione -assicura ancora Consolo- sarà dedicata anche alle detenute madri. Ad esempio, l'Icam di Milano (Istituto a custodia attenuata per detenute madri con prole fino a tre/sei anni) è un'ottima struttura, Luigi Pagano fece un buon lavoro. In relazione all'Icam bisogna valutare le esigenze a livello territoriale" e anche in questo caso il criterio di azione deve essere "il rispetto della dignità delle persone detenute".

Per Consolo, "la detenzione va reinterpretata: deve essere un'occasione di lavoro ma anche di utilizzo del tempo perché il detenuto acquisti delle abilità professionali. Mi ha molto impressionato -fa notare il capo del Dap- un'esperienza maturata in Spagna, dove si è fatto un censimento della capacità professionali dei detenuti. Si è verificato, sul campo, che ciascuno creava dei gruppi di lavoro per insegnare agli altri il proprio sapere, dalla lavorazione del vetro o del ferro ad altre abilità. Ho incontrato un detenuto che teneva corsi di lingua, la traccia è questa...".

Quanto alla sorveglianza dinamica, Consolo spiega: "Da sempre ho avuto un senso di ripulsa nel vedere che le porte del carcere continuano ad aprirsi con chiavi ottocentesche. L'automazione è uno degli obiettivi, perché la sorveglianza non può essere affidata solo all'occhio dell'operatore. Serve la tecnologia più moderna per rendere il più possibile agevole ed efficace il lavoro di chi è preposto alla sicurezza". "Il mio metodo -taglia corto il capo del Dap- è lavorare in squadra. Tutte le scelte devono essere condivise e portate avanti con entusiasmo. Ciascuno dovrà avere dei compiti specifici per raggiungere risultati. Solo così si possono cambiare le cose".

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