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Palermo: falsi incidenti e 'spaccaossa' per truffare le assicurazioni, 42 fermi/ Adnkronos (2)

15 Aprile 2019

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(AdnKronos) - Un'altra vittima designata dall'organizzazione era sul lastrico dopo avere perso tutto al gioco. "Da moltissimi anni ho il vizio del gioco, ho sempre speso quanto guadagnato alle Slot Machine e per tale ragione mia moglie mi ha lasciato - ha raccontato - Sono stato anche presso un centro per circa 18 mesi al fine di disintossicarmi da tale vizio. Ma nonostante tutto ho perso sia il lavoro che la mia famiglia e sono stato costretto ad andare a vivere presso il centro di prima accoglienza del Buccheri La Ferla al fine di avere un luogo dove dormire e mangiare". Poi l'incontro con la banda degli 'spaccossa'. "Totò mi ha proposto di farmi fratturare le ossa al fine di inscenare un finto incidente stradale". I racconti delle vittime sono tutti uguali. Dolore, sangue, ossa fratturate.

In una intercettazione si sentono due della banda che parlano di una vittima a cui era stata fratturata una gamba e che gridava per il dolore: "Sembrava una gallina... lo sai, quando gli stirano il collo?", diceva Rita Mazzanares al telefono parlando delle urla di una delle vittime reclutate dalla banda spaccaossa. La donna mostrava al telefono la sua preoccupazione sull'entità del risarcimento. "E tu pensi che quello gliela paga tanto?", chiede a Giosuè Giglio. "E certo... ma tu hai visto quello che ha questa bambina?". "Mariaaa... basta... tutto quel sangue", risponde Mazzanares. Una descrizione che non colpisce Giglio che, anzi, ammonisce gli altri componenti della banda perché troppo impressionabili. "Poveretta? Poveretto io che sono senza soldi... Siete tutti che vi impressionate...", dice.

Neanche l'età delle vittime costituiva un deterrente per la banda degli 'spaccaossa'. L'ultima, in ordine di tempo, un minore di sedici anni, reclutato da un amico e pronto a farsi rompere gli arti in cambio della promessa di soldi che, molto probabilmente, non avrebbe mai visto. "Solo qualche giorno fa abbiamo evitato che a un ragazzino di 16 anni gli venissero fratturate le ossa - spiega il capo della Squadra Mobile di Palermo Rodelfo Ruperti - La bravura dei nostri operatori che hanno percepito le intenzioni di due dei fermati oggi, ci ha permesso di evitare un'altra vittima". Le vittime venivano reclutate soprattutto fra le persone in difficoltà, era questo il criterio principale. "Molti sono stati reclutati alla stazione centrale di Palermo - aggiunge Ruperti - dove c'erano proprio dei reclutatori che li avvicinavano raccontandogli di conoscere delle persone, gli spaccaossa, che potevano aiutarli e che sarebbero stati in grado di farli svoltare nella loro vita".

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