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Terrorismo: palermitano convertito in litigio con i genitori, 'Siete miscredenti'

17 Aprile 2019

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Palermo, 17 apr. (AdnKronos) - Litigava con i propri genitori che non accettavano la sua scelta di radicalizzazione e li definiva 'miscredenti’, Giuseppe Frittitta, il giovane palermitano di 24 anni, che si faceva chiamare 'Yusuf', arrestato oggi con l'accusa di terrorismo islamico. "L'estremo livello di radicalizzazione di Frittitta - dicono gli inquirenti - era altresì comprovato dal conflittuale rapporto con i propri genitori a seguito della sua conversione ed adesione ai rigidi canoni della religione salafita". La circostanza emerge chiaramente dall'intercettazione captata dagli investigatori lo scorso 24 gennaio. La vicenda era scaturita dal futuro fidanzamento con una giovane marocchina conosciuta sul web. 'Yusuf' aveva comunicato ai genitori che, secondo le usanze della cultura islamica, non avrebbe potuto frequentare e vedere la ragazza sino al giorno della loro unione in matrimonio e, incalzato dai genitori, in tono adirato, ha difeso la cultura islamica e le sue tradizioni, aggiungendo che un giorno, "quando avrebbe avuto una figlia, la avrebbe educata secondo i rigidi dettami della religione islamica ortodossa". La madre del ragazzo, al contrario, consigliava al figlio, che se avesse avuto una figlia, di delegare loro il compito di educarla, i quali la avrebbero cresciuta nel rispetto di sani principi.

L’argomento ha poi scatenato una furiosa presa di posizione di Frittitta il quale così rispondeva ai suoi genitori: “se me la cresci... se me la cresci tu, come fate crescere le femmine vostre mi costringete ad andarmene in carcere! Mi mandate voi con le vostre mani in carcere a me…(incomprensibile)… a tagghiari a tiesta” (devo tagliarle la testa)”. Frittitta giustificava l’incomprensione dei genitori alla luce della loro natura di “miscredenti”. Infatti, in base agli insegnamenti della legge di Allah al pari di come lui è “schiavo di Dio”, allo stesso tempo i suoi i figli e la moglie dovevano essere considerati quali proprietà esclusiva del marito". A quel punto il padre ha fatto notare al figlio "quanto inaccettabile fosse l’idea di considerare i propri figli o la propria moglie oggetti di proprietà e che, se così fosse stato, anche Frittitta avrebbe dovuto considerarsi di proprietà del padre".

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