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Mafia: depistaggi Borsellino, giallo su bobine scomparse con intercettazioni di Scarantino (2)

14 Giugno 2019

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(AdnKronos) - Il Procuratore di Messina Maurizio de Lucia, che coordina l'inchiesta, vuole verificare se su alcune cassette con le intercettazioni di Scarantino, ritrovate di recente dalla procura di Caltanissetta, ci siano impronte o altre tracce utili. Il contenuto delle bobine potrebbe aiutare a ricostruire la complessa macchina del depistaggio attorno al falso pentito, condannato in passato per calunnia proprio nei confronti di alcuni magistrati che indagarono su via D'Amelio. Cosa c'è in quelle intercettazioni?

Bisogna fare un salto indietro nel tempo, all'estate del 1995, quando Scarantino, che aveva cominciato a collaborare con la giustizia, venne portato, con la sua famiglia, in una località protetta, in Liguria, a San Bartolomeo al Mare, in provincia di Imperia. Un periodo pieno di contraddizioni, con molte lacune, tra racconti fatti da Scarantino ai poliziotti che lo seguivano e poi ritrattati. Più e più volte. Di recente sono stati depositati agli atti del processo sul depistaggio che vede alla sbarra, a Caltanissetta, tre poliziotti: Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, accusati di calunnia aggravata, nuovi atti tra cui anche l'esistenza di un decreto di autorizzazione alle intercettazioni del telefono fisso di Scarantino nella sua abitazione a San Bartolomeo al Mare. Ma mancano sia i brogliacci sia i singoli decreti autorizzativi. E, naturalmente, non c'è traccia delle relative bobine.

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