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Mafia Ita-Usa: bloccati gli 'scappati' tra Palermo e New York, 19 arresti/Adnkronos (3)

17 Luglio 2019

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(AdnKronos) - E ancora, per fare parte di Cosa nostra non bisogna avere parenti nelle Forze dell'Ordine, e neppure parenti di parenti. Ecco, una delle regole principali dei boss mafiosi, emersa ancora una volta da una intercettazione, "Abbiamo anche i requisiti, io neanche i parenti dei parenti ho sbirri, fino adesso, nella mia famiglia pure i parenti dei parenti, perché da noi erano, erano valori di primo … però da tutti sono valori", dice Giuseppe Lo Cascio, coinvolto nell'inchiesta.

E poi, decine di intercettazioni, da cui emerge il ruolo dei nuovi boss. "Ora noi siamo diventati i re di Palermo...", dice Tommaso Inzerillo, senza sapere di essere intercettato. "Riferendosi alle vicende giudiziarie che li avevano visti coinvolti già con le inchieste del giudice Giovanni Falcone - scrivono gli inquirenti - Tommaso Inzerillo enfatizzava l'evoluzione degli eventi che aveva, in tutta evidenza secondo la cronaca giornalistica, portato ad un ritorno in auge della propria compagine, al punto di essere definiti dai media "i re di Palermo"". "Hanno parlato bene, perché allora questo signore …inc… Falcone, ha iniziato quaranta anni fa, ha visto allora dieci miliardi di assegni, Inzerillo, Spatola, Gambino, cose, dice ma questi…E ora non si persua... dice, ora noi siamo diventati i re di Palermo… picciotti…", si legge in una intercettazione. L'indagato Giuseppe Lo Cascio "leggeva le frasi di un giornale che Tommaso Inzerillo gli aveva messo a disposizione: "i nuovi re di Palermo…", compiacendosi del nuovo titolo attribuito loro dalla stampa e delle successive parole dell'anziano boss che, riportando le parole di una persona intervistata nel quartiere, riferiva ai presenti: "Chi sono gli Inzerillo?".

Si parla anche del giudice Giovanni Falcone. "A chi li abbiamo mai appesi i nostri morti? In quale balcone?", dice, non sapendo di essere intercettata, Giuseppina Spatola, sorella del mafioso Giuseppe Spatola commentando la richiesta fattale di affiggere i lenzuoli al balcone in occasione dell'anniversario della strage di Capaci. L'assenza delle lenzuola della legalità all'Uditore aveva provocato polemiche e i mafiosi Inzerillo erano stati ritenuti responsabili Nell'ambito dell'operazione di oggi sono stati sequestrati anche beni per circa 3 milioni di euro.

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