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Smog: Arpav, in Veneto trend in miglioramento nel lungo periodo

AdnKronos
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Venezia, 14 feb. (Adnkronos) - La qualità dell'aria in Veneto mostra un trend di lungo periodo in miglioramento per PM10, PM2.5 e biossido di azoto, con significative riduzioni delle concentrazioni di questi inquinanti rispetto ai primi anni 2000. Altri inquinanti, come il benzene, il monossido di carbonio e il biossido di zolfo, le concentrazioni rispettano i limiti oramai da molti anni, non rappresentando una criticità per la qualità dell'aria. Una buona notizia in un contesto che per la posizione orografica, con Alpi e Appennini a sbarrare l'ingresso di aria in tutta la pianura padana, richiede ancora molta attenzione. I trend degli inquinanti sul lungo periodo sono stati illustrati stamattina in una conferenza stampa all'Arpav di Mestre dal direttore generale, Luca Marchesi e dallo staff dell'Osservatorio aria. Nel corso della conferenza stampa è stato mostrato in laboratorio il robot per la pesatura dei filtri dell'aria ingegnerizzato da un'azienda veneta. Per quanto riguarda il 2019 i dati misurati dalle 43 centraline della rete aria di Arpav hanno mostrato che il valore limite annuale del PM10 è stato rispettato in tutti i siti, mentre 29 stazioni su 36 superano ancora il valore limite giornaliero. Per il PM2.5, cioè le polveri più sottili, 19 centraline su 21 rispettano il valore limite annuale. Il biossido di azoto resta sotto il valore limite annuale in 40 centraline su 41, mentre nella metà dei punti di campionamento viene rispettato il valore obiettivo per il Benzo(a)pirene.

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