Milano, 23 mag. (Adnkronos Salute) - Dopo tanti rinvii, il giorno tanto atteso e' arrivato: lunedi' 6 maggio hanno riaperto i battenti le camere iperbariche dell'ospedale Niguarda di Milano. Una storia lunga e travagliata - con l'inaugurazione del centro slittata piu' volte - che oggi ha un lieto fine. Il centro e' l'unico in Lombardia attivo in una struttura pubblica e, spiegano dall'azienda ospedaliera in una nota, "ha ripreso la sua attivita' a pieno regime dopo aver completato il complesso iter di accreditamento della struttura". La struttura consente di curare le patologie classiche della medicina iperbarica e altre malattie come le retinopatie, le malattie alle ossa, le ulcere e i traumi da incidenti. Il Centro di medicina iperbarica del Niguarda dispone oggi "di un impianto tecnologicamente avanzato, rispondente ai rigidi criteri prescritti dalla normativa vigente in termini di sicurezza - argomento su cui e' aumentata nel tempo la sensibilita', soprattutto dopo la tragedia del '97 all'istituto Galeazzi di Milano, in cui morirono 11 persone, ndr - efficacia delle prestazioni e comfort per i pazienti". L'organizzazione e le apparecchiature installate consentono di trattare giornalmente circa 60 pazienti, sia in regime ambulatoriale che ospedaliero; e' operativo 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno, con orario di apertura giornaliero dalle 8 alle 17. Al di fuori di questo orario, per gli interventi in urgenza, e' sempre reperibile un team composto da medici, tecnici ed infermieri. Fino ad oggi, per urgenze, nel centro sono stati eseguiti 320 trattamenti in elezione a favore di pazienti degenti al Niguarda, 37 trattamenti in urgenza per intossicazione da monossido di carbonio e incidenti subacquei riferiti dal Pronto soccorso dell'ospedale e 44 trattamenti in urgenza programmata, in prevalenza per patologie infettivologiche o traumi. La gestione tecnica, amministrativa e sanitaria e' in capo all'Ati (Associazione temporanea d'impresa) costituita da Air Liquide Sanita' Service, Deep Service e Istituto lombardo medicina iperbarica. Per la gestione sanitaria, l'Ati si avvale della collaborazione dei medici specialisti dell'ospedale Niguarda a cui fa capo la responsabilita' scientifica e sanitaria e il coordinamento dei medici iperbarici e degli infermieri. (segue)


