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Elezioni Usa, l'economia farà la differenza

Diari d' America di Glauco Maggi

14 Novembre 2011

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Elezioni Usa, l'economia farà la differenza
Herman Cain comincia a pagare nei sondaggi le accuse, ormai seriali, delle donne che lamentano molestie subite dall’ex re della pizza quando era un imprenditore di successo negli Anni Novanta. Ha sempre un buon 27% di consensi tra i probabili elettori repubblicani delle primarie, ma ha dovuto cedere a Mitt Romney (che è risalito al 28%) il primo posto nel sondaggio WSJ-NBC News, che è stato condotto peraltro prima che venisse allo scoperto la quarta sedicente vittima delle pesanti attenzioni di Cain. Il personaggio che accusa stavolta ha un volto e un nome, Sharon Bialek, 50 anni. Anche se la sua credibilità è minata da due fallimenti, e da una vita professionale instabile (è da due anni senza lavoro, è single e con un figlio di 13 anni), il racconto che ha fatto in conferenza stampa della palpata intrusiva di Cain in auto, a Chicago 14 anni fa, è una forte macchia all’immagine del candidato. Anche se lui nega con decisione.

Nell’attesa di sapere quanto incisive, o addirittura distruttive, possano essere nei prossimi giorni le vicende sessuali attribuite allo sposato Cain, nelle retrovie avanza l’ex Speaker della Camera Newt Gingrich, stabilmente ora sopra il 10 % (è al 13%) . Appare sempre più come l’adulto del gruppo, 68 anni di cui venti da deputato a Washington, e forte d’aver battuto i Democratici di Clinton in Congresso al midterm del 1994 con il suo Contratto con l’America. Ciò avveniva anni prima di quando Cain insidiava le sue dipendenti, ed anche se il cristianissimo Newt (un battista convertitosi al cattolicesimo) ha al suo attivo tre mogli nella lunga carriera umana, si tratta di acqua ormai passata non più spendibile sul mercato del gossip. Il suo sogno è di ripetere la corsa lenta ma costante di McCain nel 2008: un anno prima del voto, cioè alla data di oggi, il solido ed esperto senatore dell’Arizona era all’incirca allo stesso livello attuale di Gingrich e aveva davanti due o tre avversari, tra cui Rudy Giuliani.

Romney, comunque, è per tutti gli aspiranti del GOP, ma soprattutto per Obama, l’uomo da battere. Infatti, il sondaggio WSJ-NBC News si è concentrato sul loro testa a testa. Come persona “compassionevole abbastanza da capire i bisogni dell’americano medio”, Obama umilia Romney con il 48% contro il 23%, meno della metà. Ma come “persona con le idee buone per migliorare l’economia” è Romney a superare Barack, per il 36% contro il 32%. L’economia sarà il terreno cruciale nel 2012. Tutte le proiezioni indicano che la disoccupazione non scenderà sotto l’8% per il martedì del voto, e il vantaggio attuale di Mitt potrebbe ampliarsi ed essere determinante soprattutto se la situazione del lavoro e della crescita sarà ancora peggiore. Romney, però, ha un problema non secondario nell’entusiasmo che non riesce a suscitare tra i suoi. Dovesse essere lui il nominato, la percentuale di chi dice oggi che lo voterebbe con entusiasmo è solo dell’11%, mentre il 30% lo farebbe “con alcune riserve” e l’11% “solo perché è il nominato”. Obama, che pure s’è alienato molte simpatie da quando aveva il 67% di favori nel gennaio 2009 (da un anno è sotto il 50%), conta tra chi lo voterebbe adesso il 28% di entusiasti, il 22% “con riserve” e il 5% per obbedienza di partito. In generale, il 45% di probabili elettori sceglierebbe lui contro il 42% che voterebbe per il candidato del GOP.


di Glauco Maggi
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