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L'asso nella manica di Mitt Romney

Conta solo battere Obama e lui è l'unico che può farcela: gli intellettuali conservatori non lo capiscono, la gente invece sì

Andrea Tempestini
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Mitt Romney si avvia alla terza prova della Sud Carolina (21 gennaio) con un margine di vantaggio su Newt Gingrich, 30% a 23% (PPP)  e alla quarta in Florida, a fine mese, forte di un distacco che pare inattaccabile, 41% contro il 19% di Gingrich e il 9% di Ron Paul (Rasmussen). Se vince entrambe le sfide, l' ex governatore del Massachusetts acquista un tale “momentum” da diventare inarrestabile, secondo tutti i commentatori, anche quelli conservatori scettici come John Podhoretz, che ha spiegato il perche' sul New York Post: la gente comune che si considera conservatrice (secondo Gallup sono oggi il 40% degli americani contro il 35% di moderati e il 21% dei liberal) non ha le stesse fisime degli intellettuali e dei professionisti della politica conservatrice e guarda al sodo. Al di la' dei risultati e delle aspettative a lui favorevoli delle prossime primarie, Romney ha proprio questo asso nella manica, che viene sottovalutato nel dibattito sui giornali.  Ai titolisti suona facile e rituale il ritornello del Mitt moderato che non scalda il cuore dei conservatori veri, e quindi ha finora dominato il tormentone della ricerca della alternativa di destra dura e pura. Il grosso di questi mitici conservatori, anche tra i radicali e i membri dei Tea Party, se ne frega pero' dei puristi e dei fondamentalisti dei principi, e pensa solo che vuole vincere. Cioe' in cuor suo sa che il primo obiettivo e' di battere Obama e che Romney, visto che e' il piu' eleggibile del lotto del GOP, puo' fare alla bisogna. Anche se era pro aborto 20 anni fa e oggi dice che ha cambiato idea. Anche se in Massachusetts ha firmato una riforma della salute voluta dal locale parlamento controllato dai democratici, e ora dice che cancellera' la riforma della salute voluta da Obama a livello nazionale. Le cifre degli exit poll tra chi e' andato a votare nei due primi stati lo dicono chiaramente. In New Hampshire, tra chi si definisce conservatore, il 42% ha scelto lui, piu'del doppio del secondo arrivato, Ron Paul, per non parlare degli altri conservatori DOC, Santorum, Gingrich e Perry. La Gallup, a livello nazionale, ha scoperto che Romney e' il piu' accettabile tra i sedicenti conservatori, con il 59%.  E anche in Iowa, lui mormone in mezzo ad una folla di cristiani evangelici, il 46% che ha votato per lui ha detto di essere “molto conservatrice” o “piuttosto conservatrice”. In Sud Carolina, dove il sondaggio citato sopra lo vede in testa di 7 punti, il locale partito repubblicano e' composto per il 79% di iscritti che si considerano molto o piuttosto conservatori. “Il conservatore al voto? Non gliene importa molto della purezza. Salta fuori che vuole un vincitore”. Parola di un conservatore DOC, John Podhoretz, che ha chiuso cosi' l'articolo sul New York Post di oggi 13 dal titolo “I destri della vita reale”. di Glauco Maggi Twitter@glaucomaggi

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