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Newt Gingrich, il repubblicano più temuto dal Gop

La sua ascesa non preoccupa Obama ma le alte sfere dei conservatori: una serie di siluri contro l'ex Speaker della Camera

26 Gennaio 2012

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Newt Gingrich, il repubblicano più temuto dal Gop

Newt Gingrich e' sempre piu' temuto, nella sua ascesa verso la nomination, ma non da Obama. Il terrore e' nelle alte sfere dello stesso partito Repubblicano, e anche nell'ala degli intellettuali neoconservatori, come Bill Kristoll, e dei polemisti spesso bollati di estremismo conservatore, come la scrittrice e commentatrice televisiva e radiofonica Ann Coulter, che in carriera vanta svariati best sellers contro i liberal. La Coulter e' arrivata a coniare, rivolta all'elettorato delle prossime primarie del GOP, lo slogan provocatorio:  “Rieleggi Obama, vota per Gingrich!”.  Il gap tra la base del partito e le elites del GOP e' che queste ultime sanno tutto del passato di Newt, cioe' ricordano i fatti e i misfatti della sua lunga carriera come deputato e poi come Speaker della Camera negli Anni Novanta.

E sono convinti che un ex leader che subi' un voto di censura da parte dell' 88% dei membri del suo stesso partito al Congresso, e dovette dimettersi “in disgrazia” per non essere letteralmente espulso, verra' sommerso dagli attacchi di Obama che avra' tanto di quel materiale denigratorio contro Gingrich da farsene un solo boccone. Il favore delle gente per Newt viene tutto dalla indubbia vena polemica e brillantezza che ha sfoggiato nei dibattiti, e dal fatto che non sanno che cosa ha combinato in vita sua, o glielo perdonano: dalle tre mogli ai milioni di dollari in “consulenze”, nella realta' lobbismo, che presto' a Freddie Mac, l' ente parapubblico dei mutui che e' stato poi alla radice della crisi del 2007-2008, ed e' costato ( e costa ancora) miliardi di dollari dei contribuenti per essere stato salvato dal fallimento. Pensano che come Obama ha vinto quattro anni fa grazie alla sua retorica vuota, e' meglio puntare sulle qualita' oratorie di Newt che sulla freddezza e sulla scarsa passione che Mitt Romney alimenta anche presso chi la pensa come lui. La cartina di tornasole che dimostra pero' che le elites hanno un solido argomento nell'osteggiare Newt e' dato dall'atteggiamento dei Democratici. Finora hanno solo preso di mira Romney, che continuano a considerare il favorito per la nomination. L'unico attacco diretto a Gingrich e' venuto da Nancy Pelosi, ex speaker della Camera e ultraliberal, che si e'detta convinta che Gingrich non sara' mai presidente, e che se i Repubblicani lo scelgono lo fanno a loro rischio: “So tante cose su di lui”, ha minacciato   riferendosi a una indagine negli Anni Novanta della Commissione Etica della Camera su Newt a proposito di una sua scorrettezza fiscale. La Pelosi ne faceva parte con altri deputati, anche del Gop, e l' allusione e' che da questo fronte potrebbe uscire qualcosa di devastante al momento giusto.

L'ultimo “siluro amico” contro Gingrich e' stato sparato ieri sulla National Review da Elliott Abrams, che era sottosegretario di Stato durante gli anni di Reagan alla Casa Bianca. “Nessuno si e' avvolto piu' spesso di Newt nel mantello di Reagan”ha scritto Abrams”, citando le frasi che Gingrich ha usato varie volte: “Ho lavorato con Ronald Reagan per cambiare le cose a Washington”, “noi abbiamo contribuito a far crollare l'impero sovietico”, “io ho aiutato a guidare gli sforzi per battere il Comunismo nel Congresso”. A essere buoni, queste affermazioni sono fuorvianti, ricorda Abrams. Se da deputato votava in linea con Reagan, “spesso sputava insultanti frasi retoriche su Reagan, sui suoi top consiglieri, e sulle sue politiche per battere il comunismo. Gingrich era sicuro nel prevedere che le politiche di Reagan avrebbero fallito, e in tutto cio' aveva assolutamente torto”. Insomma, Newt rivendica oggi di essere stato un reaganiano tutto di un pezzo, ma chi era davvero al servizio di Reagan a quel tempo lo smaschera.

Abrams usa le stesse parole di Newt per inchiodarlo alla storia vera. “Misurato contro la dimensione e la crescita della sfida dell'impero sovietico il governo Reagan ha fallito, sta fallendo e senza un radicale cambio di strategia continuera' a fallire. Il presidente Reagan sta chiaramente fallendo”. Perche'? Parzialmente per “le deboli politiche dell'amministrazione che sono inadeguate e alla fine falliranno. E in parte per la Cia, il Dipartimento di Stato e il Pentagono che non hanno strategie per battere l'impero.... ma francamente l' onere di questo fallimento va posto principalmente a carico del presidente Reagan”.  E quando Reagan incontro' il leader sovietico Mikhail Gorbachev, Gingrich lo defini'  “il piu' pericoloso summit per l 'Occidente da quando Adolph f Hitler si incontro' con Neville Chamberlain (premier inglese NDR) nel 1938 a Monaco.” Ora Newt si professa un “conservatore reaganiano”,  ma per spiegare queste frasi di netto dissenso, che oggi sono state riprese in tutte le tv, avra' davvero bisogno di tanta retorica. E anche di qualche capacita' ipnotica. Per la cronaca, a pochi giorni dal voto in Florida e quando ancora manca un dibattito prima delle urne, il sondaggio di Rasmussen da' Romney al 39% e Gingrich al 31% nello stato di Miami.

di Glauco Maggi

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