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Il flop di Poletti

Pensioni anticipate, l'ultimo grande disastro. Paragone scova la truffa del ministro

5 Febbraio 2017

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Gianluigi Paragone

Gianluigi Paragone

Ma una giusta la riescono a pensare? Il Jobs Act è un fallimento totale e i dati di gennaio, quando gli incentivi fiscali saranno fuori dai radar valutativi, saranno la pietra tombale su una riforma dannosa. Le svolte sui voucher al di là degli annunci non hanno lasciato alcun segno, a riprova del fatto che questa «flessibilità» è diventata una giungla pericolosissima. Insomma, l' è tutto sbagliato, l' è tutto da rifare avrebbe detto il Ginetto Bartali. Il guaio è che quando al governo «rifanno» la sbagliano un' altra volta. Perché non c' è una visione politica, c' è solo un dilettantismo allarmante.

Di questo dilettantismo il ministro del Lavoro Giuliano Poletti è l' icona. Nulla di personale, ci tengo a precisare: le mie continue critiche purtroppo sono sostenute dai fatti. Non è un caso se Poletti sceglie la pavida via del silenzio o parla laddove le interviste sono concordate dall' ufficio stampa con riti bizantini. L' ultimo fallimento di questo ministro pasticcione e tremebondo arriva sul part-time agevolato: da giugno ad oggi, cioè da quando è entrato in vigore il decreto, le domande accolte dall' Inps sono state soltanto 200. Duecento! Un altro fallimento.

Com' è noto il part-time agevolato è l' opzione offerta ai lavoratori vicini alla pensione di andarci lavorando a orario dimezzato ma con la stessa paga. Perché non sta funzionando? Entrando nel merito dell' opzione si capisce che la questione non è tecnica ma è soprattutto politica, sociale. Mi spiego. Il lavoratore privato cui mancano tre anni per tagliare il sospirato traguardo previdenziale può chiedere all' azienda una trasformazione del full time in part time, contando su una retribuzione pressoché invariata per un incentivo fiscale che non mi metto a spiegare. Quel che conta è la morale: orario ridotto, busta paga invariata. C' è un particolare tecnico che però diventa sostanza. Nel momento della pensione, il lavoratore che avesse scelto questa opzione deve fidarsi dello Stato che si farà carico della parte contributiva mancante, attraverso il pagamento di contributi figurativi.

Io credo - potrei sbagliarmi ma ahimè quel flop di richieste parla chiaramente - che i cittadini ormai abbiano perso fiducia verso uno Stato che è rappresentato da una classe dirigente di incapaci e di improvvisatori. Il cittadino ha capito che questa classe dirigente ha barattato i diritti dei lavoratori con le banche (anticipo pensionistico), ha tradito i più giovani, ha svenduto da tempo il diritto alla pensione ai diktat europei. Ma soprattutto sta riscrivendo le regole del welfare con la logica del contabile, di chi deve fare cassa. È lo stesso motivo per cui la norma sul Tfr in busta paga è stata rispedita al mittente. I cittadini non sono più titolari di diritti difesi in Costituzione ma sono clienti di un sistema che rientra nelle logiche neoliberiste.
Giuliano Poletti è un mistero politico, è un capriccio di Matteo Renzi e del Pd i quali sconfessando l' ex presidente della LegaCoop ammetterebbero il fallimento del Jobs Act.

Tutti costoro sono incapaci di chiedere scusa. Trovo non solo devastante socialmente la politica del lavoro coniata dalle logiche unioniste portate avanti con la stessa continuità dal governo Monti a questo Gentiloni, dalla Fornero a Poletti; trovo intriso di superbia e arroganza il non ammettere che la strada ci sta portando verso un impoverimento e verso uno schema sociale prossimo al marasma. Non sarà l' antipolitica a soffiare sul fuoco, sarà proprio la politica di queste persone a costituire la benzina.

L' unico lavoro che interessa a questi personaggi è il loro. La loro poltrona. Il loro incarico. E poi abbiamo pure chi ci viene a fare il predicozzo sulla buona politica Prima di parlare di Paesi civili e di scadenze naturali, Napolitano dovrebbe avere la decenza di chiedere perdono a tutti i disoccupati, a tutti i sottopagati, a tutti i neet, a tutti i disperati che per colpa delle loro scelte neoliberiste hanno distrutto il lavoro. Sarà mica un Paese civile quello dove il 40% dei giovani è senza un lavoro!

Gianluigi Paragone

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Commenti all'articolo

  • lupo cattivo

    06 Febbraio 2017 - 07:07

    Concordo su quanto scritto ma vorrei aggiungere che questi politici hanno sulla coscienza tutte qelle persone che hanno perso la loro dignita' e la vita,il numero dei suicidi in italia è aumentato come le morti bianche nel lavoro , è vergognoso che questi personaggi si mostrino nelle TV ,il popolo prima o poi chiedera' giustizia.

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