Firenze, 24 mag. (Adnkronos/Labitalia) - Il diritto al lavoro? Secondo 182 studenti toscani di 8 scuole superiori, non e' garantito. Perche' i piu' meritevoli non vengono premiati e le tutele, per chi lavora, mancano. Che fare, allora? I giovani suggeriscono di ridurre le tasse, utilizzandole meglio, redistribuire i redditi e di non tagliare la spesa pubblica. Sono queste le critiche e le proposte che emergono dal rapporto finale dei 'Laboratori della partecipazione democratica', un progetto promosso dalla Regione Toscana nell'ambito dell'annuale Meeting sui diritti umani, presentato oggi nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze. E la scuola come esce dai giudizi dei giovani studenti? Bocciata. Lo e' sia perche' incapace di fare orientamento (quello svolto e' giudicato puro marketing in favore di questa o quella scuola o universita') sia tra un grado e l'altro di scuola che in relazione al mercato del lavoro, sia perche' spesso ha docenti che non sono sufficientemente informatizzati, con il risultato che gli alunni, espertissimi nei giochi reperibili in rete, sono in difficolta' se il web devono invece usarlo per ricercare dati o informazioni. Anche la scelta delle scuole superiori viene ritenuta troppo precoce: gli studenti chiedono che la decisione sull'indirizzo da seguire in Italia sia ritardata come gia' avviene in Francia (a 15 anni) o in Norvegia (a 16). La diminuzione dei tirocini o stage nelle scuole superiori rappresenta una delle note piu' dolenti del nostro sistema scolastico. Piu' il mercato del lavoro richiede esperienze e competenze professionali e piu' il nostro sistema scolastico viene improntato a un apprendimento teorico, privo di attivita' di laboratorio e di collegamento con le imprese. (segue)




