L'immancabile promessa

Fisco, Letta: "Furbetti come i dopati. Abbasseremo le tasse con i soldi degli evasori"

Giulio Bucchi

"Abbasseremo le tasse con i soldi degli evasori fiscali". Alzi la mano chi, negli ultimi 20 anni, non ha mai sentito un premier italiano ripetere l'auspicio. Enrico Letta si inserisce nella nobile tradizione e lo fa nel giorno più logico: quando, cioè, è in visita con il suo ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni all'Agenzia delle Entrate. E mentre il capo dell'Agenzia Attilio Befera gongola (con Equitalia protagonista dell'attività di riscossione coattiva "gli incassi sono aumentati dai 3,8 miliardi di euro del 2005 a oltre 7,5 miliardi nel 2012" e questo recupero di efficienza "forse è stato una delle cause dell'avversione, talvolta violenta, alla struttura"), il premier parte all'attacco dei furbetti: "E' facile vincere usando il doping - ha spiegato - come ha fatto chi ha vinto, truccando, il Giro d’Italia e il Tour de France. E chi evade è come i ciclisti dopati". Detto che "la nostra Costituzione sull'equità e la solidarietà è molto forte" e che dunque occorre una tassazione adeguata e non vessatoria, l'unico modo al momento per avvicinarsi all'obiettivo è, sottintende Letta, colpire chi ha portato i propri soldi all'estero: "Lotta ai paradisi fiscali, ovunque siano", è lo slogan usato dal premier all'Agenzia. "Non è possibile che tante ricchezze siano prodotte in Italia e poi portate fuori dall’Italia senza contribuire. Gli italiani che hanno portato soldi fuori dall'Italia devono sapere che non è più come cinque, dieci anni fa. Il clima internazionale è cambiato. Devono capire che conviene anche a loro riportare i soldi in Italia e pagare quanto devono. Non ci saranno più coperture".