Carrozzone dei cieli

Alitalia, sì all'aumento di capitale a 300 milioni. I consiglieri si dimettono

Matteo Legnani

Via libera dell'assemblea degli azionisti di Alitalia all'aumento di capitale per un massimo di 300 milioni di euro. L'ok dei soci è giunto dopo un'assemblea fiume cominciata alle 17 di ieri e proseguita in nottata, e terminata con le "irrevocabili dimissioni" dei consiglieri "in previsione del possibile mutamento degli assetti proprietari". Le dimissioni diventeranno effettive dopo l'aumento di capitale. "I soci - si legge nella nota diffusa al termine della lunga assemblea - avranno 30 giorni di tempo, a partire dal 16 ottobre, per sottoscrivere le azioni di nuova emissione". Ai soci che avranno sottoscritto tutte le nuove azioni di loro  spettanza "verrà concesso un ulteriore breve periodo di tempo, che verrà stabilito da un apposito cda, per sottoscrivere eventuali azioni rimaste inoptate". British Airways: "Aiuti di Stato" - Nel frattempo dai maggiori quotidiani economici internazionali piovono critiche sul salvataggio della ex compagnia di bandiera. Il Financial Times titola  "Il passo falso di Letta", in cui si sottolinea che "a Roma è tornato di moda il protezionismo industriale: e non è una bella cosa da vedere". Per il quotidiano economico britannico "la strategia di Roma per Alitalia manda un messaggio contraddittorio" sulla sincerità del governo Letta nell'invitare gli investitori stranieri, soprattutto se affiancato alle questioni parallele di Telecom Italia e Finmeccanica. Il Ft ripercorre i problemi della gestione dei "capitani coraggiosi" in Alitalia e sottolinea come con l'arrivo nel capitale di Poste Italiane "si ripete lo stesso errore commesso nel 2008, architettando una soluzione che manterrà la compagnia in mani italiane". L'americano Wall Street Journal attacca la ex compagnia di bandiera come "un simbolo nazionale, che generazioni di politici hanno cercato di proteggere, ma il cui il ritorno all'insolvenza incarna il fallimento della politica industriale in Italia". E all'attacco va anche uno dei competitor europei della compagnia aerea, la britannica British Airways. "Ci aspettiamo che la Commissione europea intervenga per sospendere questo aiuto manifestamente illegale" recita una nota di Iag, la holding che controlla British Airways, Iberia e Vueling. "Siamo sempre stati contrari agli aiuti di Stato. E' protezionismo, mina la competizione e favorisce quelle compagnie aeree in fallimento che non sono al passo con la realtà economica". Il governo: "Non è un aiuto di Stato" - La replica del governo arriva dopo la comunicazione dell'assemblea dei soci. "Non mi pare si possa parlare di aiuto di Stato - spiega il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato -, l'azienda ha investito in una operazione industriale con l'obiettivo di un rilancio. Mi sembra un atteggiamento non fondato". Alitalia, secondo Zanonato, "dovrà trovare il modo di rialzarsi attraverso partnership internazionali, a partire da Air France".