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E la compagna conferma

Sergio Marchionne, Fca: "Non sapevamo della grave malattia". Le gravi conseguenze sui mercati

27 Luglio 2018

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Sergio Marchionne

Il caso-Sergio Marchionne si complica. Già, perché l'ospedale di Zurigo ha rotto il silenzio, rivelando che il manager "era in cura presso la nostra struttura da oltre un anno", proprio quando avrebbe smesso di fumare. Una presa di posizione che si è resa necessaria dopo le speculazioni sulla morte di Marchionne: da Zurigo, insomma, hanno voluto smentire le voci che circolavano su possibili errori medici. "Da oltre un anno - queste le parole precise - si recava a cadenza regolare presso il nostro ospedale al fine di curare una grave malattia".

Ma, come detto, il caso si complica. Perché Fiat Chrysler, dopo un primo no-comment, ha fatto sapere che non era al corrente di alcuna grave malattia. L'azienda "non è in grado di commentare le dichiarazioni dell’Ospedale di Zurigo" hanno scritto da Fca. "Per motivi di privacy sanitaria la società non aveva conoscenza dei fatti relativi allo stato di salute del dottor Marchionne". E ancora: "Venerdì 20 luglio la società è stata informata dalla famiglia del dottor Marchionne - senza alcun dettaglio del serio deterioramento - delle sue condizioni e che di conseguenza egli non sarebbe stato in grado di tornare al lavoro. La società ha quindi prontamente assunto e annunciato le necessarie iniziative il giorno seguente".

E nella tarda serata di giovedì, all'agenzia Bloomberg, è arrivata la conferma di Manuela Battezzatto alla versione di Fca: "La famiglia Marchionne ci ha fatto sapere con una email che Fca non era a conoscenza delle gravi condizioni di salute di Sergio", ha scritto l'agenzia. Una mail firmata Manuela Battezzato, la compagna di Marchionne.

Il silenzio di Marchionne sulle sue condizioni di salute, però, non è solo esercizio giornalistico. Il punto è che informare o meno la società, e dunque il mercato, delle gravi condizioni di salute dell'ad è un obbligo negli Stati Uniti nei confronti della Sec, la Consob a stelle e strisce. Il diritto alla privacy per un manager di un gruppo quotato è molto ridotto: non informare delle gravi malattie può essere un particolare decisivo in caso di contenziosi su questioni assicurative, ereditarie e societarie. E, ad ora, si apprende che Marchionne avrebbe taciuto su tutto.

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