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Inps preso d'assalto, parte la rivolta dei poveracci contro l' elemosina grillina

19 Aprile 2019

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Inps preso d'assalto, parte la rivolta dei poveracci contro l' elemosina grillina

L'Inps sull'orlo di una crisi di nervi (e non di una crisi economica, per una volta) è un fenomeno antropologicamente interessante.
L'Inps, ente dello Stato ontologicamente privo di senso dell' umorismo, in queste ore, sta rispondendo via Facebook dal profilo ufficiale Inps per la famiglia, agli utenti smarritisi nei meandri del reddito di cittadinanza. E lo fa distillando veleno e sgocciolando un sarcasmo posticcio che nemmeno Susanna Agnelli negli anni 80, quando firmava su Oggi la Posta del cuore al cianuro.

Alcuni esempi. A chi lamenta d' essere stato escluso dal reddito l' Inps risponde: "Vi ricordiamo che l' Inps applica la legge non la fa, quindi se avete problemi rivolgetevi ai vostri rappresentanti politici". A chi s' è visto decurtare la cifra rispetto alle 780 euro: "Invitiamo chi non è soddisfatto dall' attuale remunerazione del reddito di cittadinanza a non praticare parassitismo economico ma a trovare una vera occupazione produttiva". A chi esprime panico per essersi inopinatamente perduto tra le pieghe della burocrazia: "Questa è una pagina istituzionale (pagina istituzionale scritto in maiuscolo) non un forum ed ha delle regole che voi accettate scrivendo qui" (anche se, in realtà, è il forum di una pagina istituzionale, ndr)". Alla signora "Candy Candy Forza Napoli" che chiede ingenuamente notizie del pin: "Basta richiederlo a Poste o a Inps.
Oppure è troppo impegnata a farsi i selfie con le orecchie da coniglio?" oppure "Ma insomma deve avere Spid e Pin che non ha richiesto, ve lo abbiamo detto 1000 volte!" o ancora "Perché non va sul sito? Ci vogliono 5 minuti".
A chi domanda perché la seconda parte del Pin viene spedita a casa: "Perché funziona così", implacabile. Risposte secche, rabbiose, solo all' apparenza ironiche, supportate da robusta maleducazione, spesso accompagnate da una punteggiatura dadaista. Ci fosse stato un impiegato in carne ed ossa allo sportello sarebbe finita in rissa.

Le offese - Spunta perfino un discrimine grammaticale: l' Inps non risponde a chi non padroneggia l' italiano: "Usi la corretta ortografia, non possiamo sostenere un discorso con chi non utilizza nel modo giusto le h". La quale cosa riverbera - diciamo - di un suo condivisibile codice estetico. Ma se uno fa il social media manager Inps ed è pagato per rispondere pazientemente ai cittadini che cercano di sopravvivere ad un provvedimento che è già incasinato di suo; e poi perde la pazienza e comincia a prendere per il culo i suoi stessi clienti, be' non un buon modo per cementare un rapporto. Tutt' altro.
I dubbi degli utenti sono materia da trattare con rispetto. Intanto la polemica monta nel web. Tanto che, all' improvviso - nemesi storica dei social - l' hastag #inpserlafamiglia entra nelle tendenze Twitter della giornata. E sorge spontaneo un altro profilo Facebook: Le mirabolanti imprese del Social Media manager dell' Inps. Il quale Social Media manager, sempre stizzosetto ma coperto da valanghe di critiche che raggiungono la politica e gli organi istituzionali, alla fine si scusa della propria cafonaggine spacciata per "netiquette colloquiale creata allo scopo di fornire una risposta a tutti".
E risposta a tutti è stata data, solo che spesso era quella sbagliata. Però il problema vero è un altro.

Le domande - Il problema è che, secondo l' Inps, sono arrivate circa 806mila richieste, e su 680.965 ne sono state respinte 177.422, circa una su quattro (più o meno le stesse famiglie già assegnatarie del reddito di inclusione). Il governo aveva previsto che ci sarebbero state 1 milione e 300mila domande, quindi molte di più. Quindi, diciamo che non è un successone.
Certo, il suddetto dato potrebbe avere un effetto positivo sulle tasche di Tria, a guardare il bicchiere mezzo pieno.

Ma molti degli assegnatari lamentano di aver ricevuto un importo ben al di sotto delle 780 euro previste; e, spesso, le cifre sono sensibilmente diverse rispetto a quanto valutato in fase di consulenza fiscale. Uno può aver interpretato male il suo indice Isee come gli aruspici indagavano il futuro nelle viscere degli uccelli, quanto si vuole. Ma, insomma, molti tifosi del reddito di cittadinanza avvolti dalla più cupa delusione si sono in queste ore resi conto che è arduo "sconfiggere la povertà" con 50 euro netti di reddito. In più, ad aggiungere il carico, c' è lo sfottò che delinea il concetto di "cornuto e mazziato". No, non è il modo migliore neanche per avvicinarsi alle elezioni...

di Francesco Specchia

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