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Mediaset, Pier Silvio Berlusconi rivoluziona la televisione: "Una rete europea", cosa ha in mente

19 Aprile 2019

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Mediaset, Pier Silvio Berlusconi rivoluziona la televisione: "Una rete europea", cosa ha in mente

Pier Silvio Berlusconi sta lavorando alla creazione di una grande compagnia televisiva europea cui Mediaset vuole partecipare da protagonista. I risultati di questo lavoro si conosceranno a luglio e, come prima conseguenza, il consiglio d' amministrazione deciderà se distribuire il dividendo e l' eventuale ammontare. Ma non sono queste le uniche novità emerse dall' assemblea degli azionisti di ieri del gruppo televisivo: è stato approvato il voto maggiorato che tutelerà ancora di più la Fininvest in vista del matrimonio europeo mentre Vivendi è stata esclusa da qualunque intervento nella governance privandola anche del diritto di voto. Una decisione cui la multinazionale francese, ovviamente, non ha apprezzato annunciando immediato ricorso al tribunale. A quanto pare in Mediaset, a differenza di Tim, l' armistizio è ancora lontano e questo, ovviamente, potrebbe rendere più complicato il progetto paneruopeo di Pier Silvio.

OPERAZIONE INDUSTRIALE
«Stiamo lavorando con impegno per trovare una quadra industriale, prima di fare qualunque passo vogliamo essere convinti di un' operazione che abbia un senso industriale e che stia in piedi -ha spiegato Pier Silvio - Vedremo come farlo e con chi, ci sono tante possibilità».

Non ha voluto precisare precisato se ci saranno o meno aggregazioni azionarie e il ruolo che avrà la Finivest. Se si tratterà, cioè di una vendira camuffata oppure di una strategia di sviluppo dentro una realtà più grande. Le voci che girano danno come probabili partner i francesi di Tf1 che fa capo al gruppo Bouygues e i tedeschi di ProsienbeSat1.
Indiscrezione, però, raffreddata dall' amministratore delegato Marco Giordani che ha escluso l' esistenza di progetti di espansionne in Germania.

Un progetto in cui i francesi di Vivendi, che detengono il 29,9% dei diritti di voto di Mediaset, non avranno alcun ruolo attivo. Ieri sono stati ammessi in assemblea ma non hanno potuto votare.
«Sarà un progetto fatto da Mediaset , il motore è Mediaset . Vivendi entra in qualità di socio Mediaset e non ha nessuna parte attiva. «Forse è un loro sogno». Probabilmente era il progetto iniziale quando i francesi avevano preso una quota in Premium. Poi, però, devoino aver pensato di aver fatto un pessimo affare e hanno cercato, molto confusamente, di chiamarsi fuori. Per farsi sentire hanno anche tentato una scalata a Mediaset. « Per ora con loro, siamo in causa dice Piesilvio- Noi guardiamo avanti e non vogliamo guardare indietro». È una vicenda brutta. Tanto più che l' amicizia fra Vincent Bollorè, gran capo di Vivendi e Silvio Belusconi sembrava fortissimo. «Certo a nessuno piace stare in Tribunale, ma abbiamo a che fare con questi soggetti, andiamo avanti con la nostra strada e guardiamo al futuro».

DIRITTO DI VOTO
Tant' è che per Pier Silvio Berlusconi l' esclusione dal voto di Vivendi e della fiduciaria Simon all' assemblea odierna di Mediaset «non è stata una forzatura». Sono questioni «tecnico-legali, la nullità del voto per noi vale su tutto il 30%, Vivendi poteva entrare in assemblea però ha scelto di non farlo».

Ma all' orizzonte non c' è solo il grande matrimonio internazionale. Preoccupa la situazione del mercato pubblicitario. «Facciamo del nostro meglio per chiudere il semestre che, tolto il perimetro del calcio, speriamo sia alla pari rispetto all' anno precedente-dice Pier Silvio- Abbiamo pochissima visibilità, è un mercato tosto, la situazione politica ed economica pesa. Partiamo con un perimetro dell' offerta molto diversa rispetto all' anno scorso, non abbiamo i Mondiali, la Champions e il calcio pay». In ogni caso, grazie alla conferma del progetto paneuropeo delle tv generaliste il titolo Mediaset ha accelerato al rialzo in Borsa segnando + 3,6% a 2,90 euro.

di Nino Sunseri

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