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Fca e la fusione con Renault, il dramma delle alleanze: la scelta di Sergio Marchionne prima di morire

Cristina Agostini
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Certo, sulla trattativa Fca-Renault c'è stato il pesantissimo intervento del governo di Emmanuel Macron, giustificato dal fatto che lo Stato francese controlla il 15 per cento di Reanult che a sua volta controlla il 43,4 per cento della Nissan. Chiaro quindi che, come scrive Daniele Manca sul Corriere della Sera, Macron volesse Nissan nella partita da subito. Ma Fca, da parte sua, ha temuto che quello fosse un modo per dilatare i tempi e ha fatto saltare l'accordo. Ma in questo momento il problema che Fca si trova davanti è quello di trovare alleanze. Lo sapeva bene Sergio Marchionne. Molti hanno dato la colpa al suo "caratteraccio" se non si erano concluse intese con Gm o con Opel. Poi sono sfumate quelle con Peugeot e infine proprio Renault. Per Fca, sottolinea Manca "ballare da sola in un mondo di giganti potrebbe non essere così semplice". Per questo cerca alleanze. Per questo Marchionne prima di morire si impegnò in questa direzione: "Dare un futuro a un gruppo di fronte a scelte industriali importanti". Leggi anche: "Cosa conta davvero per Macron". Fca-Renault, siluro dall'Italia Il settore deve rinnovarsi e riorganizzarsi visto che vale 93 miliardi di euro (il 10,5 per cento del fatturato dell'industria manifatturiera, il 5,6 per cento del Pil totale italiano con 250mila addetti). Numeri dai quali non si può prescindere. Dai quali non può prescindere il governo italiano.

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