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Luca Ricolfi, Italia a rischio-crac: "I tre pilastri che spingono il Paese verso il baratro"

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Caterina Spinelli
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Non è solo il Vaticano a rischiare il crac finanziario. Secondo Luca Ricolfi anche l'Italia non ha prospettive migliori: "Il nostro stupefacente equilibrio è destinato a rompersi, la stagnazione diverrà declino". Le ragioni sono reperibile nell'economia del nostro Paese, che vede la fine della crescita economica, ma l'affermarsi di un consumo opulento di massa. Il politologo rivela nell'Italia "un tipo unico di configurazione sociale" con a capo una società signorile di massa. "Non l'auto ma la seconda auto con gli optional", così viene sintetizzata la smania italiana. Leggi anche: Luca Ricolfi: "Quella di Renzi è un'operazione di potere ma può ricattare la maggioranza" Questa società signorile, che consuma più di quanto produce, a Ricolfi appare indubitabilmente malata e si regge su tre pilastri: "la ricchezza reale e finanziaria accumulata dai nonni, la distruzione della scuola e, infine, la formazione di un'infrastruttura schiavistica, un esercito di paria al servizio dei Signori" come spiega allo stesso Corriere della Sera. "I titoli di studio rilasciati dalla scuola e dall'università sono eccessivi rispetto alle capacità effettivamente trasmesse - rincara -. La scolarizzazione di massa ha moltiplicato il numero di aspiranti a posizioni sociali medio-alte ma il numero di tali posizioni resta invariato". La società signorile dunque "è un prodotto a termine". Un prodotto che nuocerà all'Italia intera.

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