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Deficit eccessivo, l'Ue avvia

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una procedura contro l'Italia

Silvia Tironi
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Deficit eccessivo: la Commissione Europeaha  avviato una procedura contro l'Italia.Lo rende  noto un documento diffuso aBruxelles. Il provvedimento, che riguarda anche Austria, Belgio, RepubblicaCeca, Germania, Olanda, Portogallo, Slovacchia e Slovenia, è scattato in base all'articolo104.3 del Trattato Ue, nell'ambito del Patto di stabilità  e crescita che fissa i tetti da non superaree cioè un deficit non superiore al 3% del pil e un debito pubblico non oltre il60 per cento del prodotto interno lordo. La precedente procedura neiconfronti  dell'Italia, aperta nel giugno2005, era stata chiusa nel giugno 2008. La Commissione Europeasottolinea comunque che si tratta di uno sforamento eccezionale, dovuto alla crisi, non però temporaneo. "Nell'aprile del2009 - si legge nel testo - le autorità italiane hanno notificato un deficit pubblico programmato al 3,7%del  pil nel 2009, superandocosì il valore di riferimento del 3%, e un debito pubblico pari al110,5% del pil, ben al di sopra del valore di riferimento del 60% del pil". Bruxelles sottolinea che da allorail  governo italiano ha modificato leprevisioni, vista anche la crisi economica e i costi delle misure straordinarie. Così, sottolinea la  Commissione, "secondo il Dpef adottato dalgoverno il 22 settembre  2009, il deficitgenerale del governo secondo i piani raggiungerà il  5,3% del pil nel 2009, e il debito pubblicosarà al 115,1% del pil". Dunque, conclude la Commissione, "lecifre pianificate per  deficit e debitonel 2009 forniscono la prova evidente dell'esistenza  di un deficit eccessivo in Italia ai sensidel Trattato e del Patto di stabilità e crescita. La Commissione ha dunquedeciso di avviare una  procedura dideficit eccessiva per l'Italia adottando questo rapporto". Bruxelles sottolineache i valori pianificati  sono "benal di sopra del 3%" e che dunque "il deficit pianificato non è vicinoal valore di riferimento del Trattato". Tuttavia, precisa il documentodella Commissione, "l'eccedenza pianificata sopra il 3% del  pil è eccezionale. In particolare essarisulta da una grave  contrazioneeconomica ai sensi del Trattato e del Patto di Stabilità  e crescita". L'esecutivo Ue ricorda leprevisioni di primavera del  2009 che prevedonouna contrazione del 4,4% del pil nel 2009, previsione peraltro modificata al ribasso nelle previsioniintermedie  dello scorso settembre, cheparlano un calo del 5,0% dell'economia italiana. Lo stesso vale per ildebito pubblico. "I livelli di deficit pianificati e le proiezioni di crescita per il 2009-2010 - scrive  Bruxelles - implicano che il debito pubblicosi allontanerà  ulteriormente dal valoredi riferimento del 60% del pil. Per questo il debito non può esser consideratocome 'in sufficiente diminuzione e  inavvicinamento al valore di riferimento a un ritmo soddisfacente".

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