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Euro, la Bce lancia la moneta digitale: addio conto corrente, banche a rischio?

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Sta per arrivare un 'nuovo euro'. Digitale, si chiama. Non è una criptovaluta, nel senso che un 'euro digitale' equivarrà esattamente a un euro 'fisico'. E sarà garantito nel suo valore dalla Bce, tanto quanto lo sono gli euro 'fisici'.

La novità che lo distingue dai 'normali' euro scambiati con i pagamenti digitali (bonifici bancari, bancomat, carte di credito) è la esautorazione degli istituti bancari che fungono normalmente da tramite con le famiglie e le imprese in tutti i casi di pagamenti digitali descritti sopra.

 

Per detenere euro in versione tech, infatti, non sarà necessario disporre di alcun conto corrente. Con tutta probabilità sarà sufficiente un portafoglio elettronico protetto, utilizzabile anche sotto forma di app mobile. Così facendo, la Bce non solo incentiverebbe ulteriormente la digitalizzazione dei pagamenti, ma snellirebbe anche diversi processi ad oggi spesso soggetti a lunghe trafile. Si prenda per esempio l’erogazione di fondi e bonus istituiti dalla Commissione: eliminato il ‘filtro’ delle banche, il denaro potrà essere depositato direttamente nelle tasche dei beneficiari.

Ci sono tuttavia dei rischi che la Bce è chiamata a scongiurare nella messa a punto della moneta: innanzitutto assicurandosi che i depositi delle banche non scendano comunque sotto i livelli di guardia; e poi assicurando con meticolosità e trasparenza la riservatezza degli acquisti dei cittadini, evitando pericolose 'derive' come quelle innescate dallo e-yuan (lo yuan digitale cinese), che di fatto permette il controllo totale da parte del partito-Stato dell’attività economica e finanziaria. Per questo, all'introduzione dell'euro digitale si accompagnerà un periodo di sperimentazione.

 

Difficile al momento prevedere che tipo di applicazioni potrebbe trovare nella vita quotidiana l’euro digitale: "Le innovazioni più promettenti aprono sempre nuovi orizzonti – spiega al Corriere della Sera Christian Miccoli, co-fondatore e Ceo di Conio ed ex amministratore delegato sia di Ing Direct che di Che Banca! – ma proprio per questo è sempre complicato farsi un’idea di ciò che accadrà in futuro. Si pensi al primo iPhone nel 2007: in tanti ritenevano che non servisse a nulla, tanto cellulari con cui telefonare, inviare Sms e andare su Internet c’erano già. Poi però è successo quel che è successo. In questo quadro, chi saprà innovare trovando l’idea giusta in materia di euro digitale diventerà probabilmente miliardario”.

 

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