Gli effetti della guerra

Sardine e acciughe, lo scandalo in pescheria: ecco cosa ci stiamo mangiando davvero

Gli effetti della guerra in Ucraina si riflettono sul mercato del pesce. Dopo il grano l'allarme è per acciughe e sardine. Il prezzo del arbitrante alle stelle infatti sta mettendo in ginocchio i pescatori che da settimane ormai sono in protesta. "Gli scioperi in realtà sono serrate, visto che sono le imprese che decidono di non andare in mare", racconta a Domani Gilberto Ferrari di Fedagripesca-Confcooperative. 

Secondo Fedagripesca-Confcooperative, dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina sono stati bruciati circa 200 milioni di euro di fatturato, visto che i costi del carburante pesano per l'80 per cento. "In molte famiglie è già scattato l'effetto scorta, quindi chi può acquista e congela pesci, molluschi e crostacei per paura di non trovare prodotto ittico nazionale", dicono i pescatori.

 

 

La grande distribuzione e i ristoranti sono già corsi ai ripari rimpiazzando il pesce pescato italiano con quello di importazione. 

Intanto il ministero per le politiche Agricole ha convocato le associazioni al tavolo permanente presieduto dal sottosegretario Francesco Battistoni (FI) il primo giugno. Dopodiché è stato firmato il decreto direttoriale che consentirà alle imprese di chiedere e ottenere il contributo del fondo filiere da 20 milioni di euro. Allo stesso tempo l'Agenzia delle entrate ha rilasciato i codici per la compensazione del credito d'imposta per il primo trimestre 2022 ed è stato confermato l'impegno del governo a sostenere nella conversione del decreto "aiuti" l'emendamento proposto dalle rappresentanze per prorogare lo strumento anche per il secondo trimestre 2022. Ma i benefici al momento saranno solo sulla dichiarazione dei redditi. Non in mare. E nemmeno al mercato.