Come la mettiamo?

Fmi, migliorano le stime sui conti pubblici italiani: ecco le cifre

Uno schiaffo a gufi, rosiconi e menagrami. Uno schiaffo a tutti quelli che ancor prima del voto con un governo di centrodestra prevedevano disastri e cataclismi economici. Lo schiaffo arriva da Fondo monetario internazionale, che migliora le stime sull'andamento dei conti pubblici italiani nel 2023, anche grazie a una crescita superiore alle attese. Cifre che sono musica per le orecchie di Giorgia Meloni e per il suo governo.

Entrando nel dettaglio, il Fiscal monitor colloca l'indebitamento al 3,7% del prodotto quest'anno, contro il 3,9% previsto a ottobre. Il rapporto tra debito e Pil dovrebbe invece attestarsi al 140,3%, contro il 141,7% stimato in autunno. L'andamento in calo dovrebbe conservarsi anche nei prossimi anni. 

E ancora, in particolare, l'indebitamento è atteso ridursi al 3,3% nel 2024, al 2,3% nel 2025, all'1,8% nel 2026, all'1,3% nel 2027 e allo 0,7% nel 2028. Il debito dovrebbe invece calare al 140% del Pil l'anno prossimo, al 138,5% nel 2025, al 136,9% nel 2026, al 134,8% nel 2027 e al 131,9% nel 2028. Insomma, un sostanzialmente miglioramento di tutti i principali indicatori economici.

Dunque, a livello globale, l'Fmi prevede un "outlook per il breve periodo complesso. Tra l'inflazione alta, la stretta delle condizioni finanziarie e il debito elevato, i decisori politici dovrebbero dare la priorità a tenere le politiche fiscali in linea con quelle delle Banche centrali, per promuovere la stabilità dei prezzi e finanziaria", rimarcano.

E ancora: "Molti Paesi avranno bisogno di una stretta fiscale per sostenere il processo deflativo in corso, specialmente se l'alta inflazione si dimostrerà più persistente. Politiche fiscali più restrittive permetteranno alle Banche centrali di aumentare di meno i tassi d'interesse, aiutando così a contenere i costi dell'indebitamento per i governi e a mantenere sotto controllo le vulnerabilità finanziarie. Politiche fiscali più restrittive richiedono delle reti di protezione rivolte alle famiglie più vulnerabili". 

Gli economisti Fmi, nel rapporto Fiscal Monitor, aggiungono che "i rischi sono alti e i decisori politici dovranno essere pronti a rispondere velocemente. Nonostante la graduale stretta finanziaria che si prevede nei prossimi anni, prevediamo che il debito pubblico globale aumenterà, guidato da alcune grandi economie avanzate ed emergenti", concludono dal Fondo Monetario Internazionale.