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Editoriale

Vittorio Feltri: I ragazzi non vanno illusi, la vita discrimina più della scuola

17 Gennaio 2020

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Vittorio Feltri

Vittorio Feltri

Ieri il nostro eccellente Filippo Facci ha scritto un articolo magistrale sulla preside romana che ha precisato quale sia la realtà nelle nostre scuole. Vi sono istituti frequentati dalla borghesia e altri i cui allievi sono di estrazione sociale bassa. Questa è la verità ed è da fessi contestarla. Va da sé che nei primi il livello qualitativo dell' istruzione è elevato (non esageriamo, forse è solo accettabile), mentre nei secondi è un casino infernale poiché gli studenti, essendo poveracci, non riescono a imparare molto.
Giusto dire che l' educazione dovrebbe essere uguale per tutti e a tutti ha l' obbligo di impartire lezioni idonee. Tuttavia questa è solo una aspirazione e non un dato di fatto. La verità è che se la società non è omogenea, neppure la formazione può esserlo per scontati motivi. Se in una classe di venticinque alunni, quindici sono immigrati o sfigati di periferia, il grado culturale complessivo della medesima non sarà eccelso. Ovvio. Lo capisce chiunque.

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