L'editoriale

Hanno la maggioranza,litigando si suicidano

Matteo Legnani

In teoria sarebbero alleati. Nonostante la separazione, Alfano e i suoi ministri infatti continuano a dichiararsi ferventi sostenitori  del Cavaliere. Diversamente berlusconiani fu la definizione usata dal ministro dell’Interno quando decise di votare la fiducia a Letta, preparando il terreno per la scissione del Popolo della libertà. E nonostante la mancata adesione alla nuova Forza Italia e la costituzione di gruppi autonomi con il nome di Nuovo centrodestra, ancora oggi per i sondaggisti la nuova formazione fa parte della cosiddetta galassia moderata, tanto che quando gli esperti calcolano quanto prenderebbe ogni coalizione se si  votasse domani, Ncd è considerato all’interno del centrodestra.  Ma nonostante questo, nonostante cioè siano parte della stessa famiglia, lealisti e governativi un tempo riuniti nel Pdl non smettono di darsele di santa ragione, come se invece di alleati fossero in realtà concorrenti, se non acerrimi nemici. Ha cominciato l’ex segretario del Popolo della Libertà, parlando ieri al Tempio di Adriano: «Equilibrio di Berlusconi violentato da estremisti», secondo la sintesi delle agenzie di stampa. Il ministro dell’Interno si è lamentato  della piega presa dentro il suo ex partito, sostenendo di aver lasciato perché stanco «di un movimento che finiva nelle mani degli estremisti». E gli ex compagni (pardon, amici) di viaggio ovviamente non si sono tirati indietro.  Neanche il tempo che le agenzie finissero di battere le dichiarazioni di Alfano che ecco arrivare quelle di Michaela Biancofiore, l’unica ad aver perso la poltrona di sottosegretario. Già il titolo dell’Adnkronos è un programma: «Alfano? Il bacio di Giuda».  E vai con una scarica di accuse e insulti. Poi sono arrivate le dichiarazioni di Mariastella Gelmini, già ministro della Pubblica istruzione nello stesso governo di cui fece parte nel passato Angelino Alfano: «In questo modo  il vicepremier incoraggia contro Berlusconi il livore della sinistra. Complimenti».  Ma il meglio, come sempre, lo ha dato la «Pitonessa», al secolo Daniela Santanchè, sacerdotessa dei berlusconiani più duri: «Alfano e il suo Nuovo centrodestra sono come quelle cellule di terroristi che col sorriso sulle labbra e vigliaccamente  sparavano alle spalle dei loro obiettivi, con la complicità morale dei salotti di sinistra». Anche altre figure di secondo piano hanno concorso ieri alla rissa tra falchi e colombe o, se preferite, estremisti e voltagabbana, ma già il botta e risposta tra il ministro dell’Interno e le tre pretoriane del Cavaliere - Biancofiore, Gelmini e Santanchè - dà l’idea di che aria tira fra gente che un tempo stava nello stesso partito e che ancora oggi apparentemente sta nella stessa coalizione.  L’aspetto incredibile della rissa è però che, nonostante le divisioni e le reciproche accuse, se oggi si votasse il centrodestra tutto insieme vincerebbe. Per Renato Mannheimer, che certo non si può definire un simpatizzante di Berlusconi, Forza Italia prenderebbe il 16 per cento e l’Ncd il 10,5. Complessivamente, con la Lega, Fratelli d’Italia e Storace, lo schieramento moderato otterrebbe poco meno del 36 per cento, mentre a sorpresa il centrosinistra si fermerebbe al 32,7 e Grillo si assesterebbe al 22,8 per cento. Vero o falso? Nessuno può dirlo.  Sta di fatto che, se si dà retta a questi sondaggi, l’ex Pdl e i suoi alleati stravincerebbero e avrebbero i numeri per governare senza pateracchi tipo le larghe intese. Il problema però è abbastanza evidente: come si può stare nella stessa casa se la parola più gentile che gli ex alleati si rivolgono è «Giuda»? Come potranno, fra un mese o un anno, presentarsi uniti se oggi si gratificano con tante e tali gentilezze? È vero, anche Bossi riversò su Berlusconi ogni genere di volgarità e poi ci fece l’accordo, ma dopo qualche anno. Gli ex alleati converranno con noi che, invece, un accordo a poche settimane dall’ultimo insulto è un po’ più difficile da raggiungere, anche perché poi si dovrebbe spiegare all’elettore che epiteti e recriminazioni erano solo un scherzo, anzi un gioco delle parti e a questo punto gli italiani che ancora credono che i partiti siano cose serie potrebbero incazzarsi.  Fossimo al posto di alcuni dirigenti di quello che un tempo fu il partito dell’amore, perciò, la lingua la terremmo un po’ a freno, pena rischiare di pentirsene fra un po’. Altrimenti è meglio divorziare del tutto, dichiarare che non ci si alleerà né ora né mai e che anzi Ncd e Forza Italia sono non solo antagonisti, ma addirittura nemici per la pelle. Anzi, per le palle, perché ogni partito rimprovera all’altro di non dire la verità e di nascondere i propri   interessi di bottega  dietro nobili ideali. Insomma, ragazzi e ragazze, datevi una regolata, prima che la regolata ve la diano gli elettori. di Maurizio Belpietro