Una volta tanto

Nobel per la Letteratura a un cinese. La notizia: non è un perseguitato

Roberto Procaccini

Non è un dissidente, non è un esule, non è un perseguitato politico, non è rinchiuso in una cella. E' cinese, ma non è un oppositore del governo. E' semplicemente bravo, ed ha vinto per questo. Mo Yan (nome di penna di Guan Moye) vince il Nobel per la Letteratura del 2012, ma la notizia è un'altra: l'Accademia Svedese non lo ha insignito del titolo alla ricerca di un qualche significato politico, ma per il suo stile. Anzi, per usare le parole della motivazione del premio, "per il suo realismo magico che mescola racconti popolari, storia e contemporaneità". Mo Yan (che in cinese significa "non parlare"), è stato addirittura festeggiato dal governo di Pechino.