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Suicidio dell'Occidente

Barcellona, lo scandalo al teatro: cancellano la parola "croce" per non offendere gli islamici

30 Agosto 2017

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Barcellona, lo scandalo al teatro: cancellano la parola "croce" per non offendere gli islamici

Cancellare ogni riferimento alla religione cristiana, proprio a pochi metri dal luogo in cui i terroristi islamici hanno ammazzato 16 persone in nome di Allah. È l'ultima follia dell'Occidente che si castra preventivamente pur di non irritare i musulmani. Come riporta il Giornale, citando i polemici post della star della lirica Irina Lungu su Facebook (poi rimossi), il prestigioso teatro El Liceu di Barcellona, situato al civico 51 della Rambla teatro della strage del 17 agosto, manderà in scena dal 13 al 20 settembre una versione accuratamente censurata dell'opera Il viaggio a Reims di Gioacchino Rossini, che vedrà sul palco proprio la Lungu. In un passaggio chiave, il soprano russo dovrà sostituire la parola "croce" con la più neutra "amore". "È stata levata la frase la croce splenderà dalla mia aria per motivi di correttezza religiosa - ha scritto su Facebook la Lungu -, a questo punto al mio prossimo debutto nei Pescatori mi aspetto al posto di O Dieu Brahma di cantare qualcosa del tipo pace e gioia sia con voi. O Brahma non infastidisce nessuno per il momento?".

Il passaggio incriminato di Rossini e sforbiciato per una settimana reciterà così: "Come sul Tebbro e a Solima, foriera di vittoria, simbolo di pace e gloria l'amore splenderà". La Lungu, raggiunta dal Giornale, è stata molto dura: "Io non devo difendere il mio credo religioso salendo sul palco, non è certo compito di un cantante, non sono d'accordo con questa imposizione ridicola". Non è chiaro da chi sia dipesa la decisione di sostituire la parola "croce", perché dal Liceu non commentano. La motivazione ufficiosa, però, sarebbe "opportunità religiosa". A cui qualcuno potrebbe sostituire la parola "opportunità" con quella "suicidio".

Il responsabile delle pubbliche relazioni di Irina Lungu, Tim Weiler, ha precisato che "la Signora Irina Lungu non ha mai rilasciato nessuna dichiarazione a Il Giornale, e non ha mai pronunciato la citazione 'Io non devo difendere il mio credo religioso salendo sul palco, non è certo compito di un cantante, non sono d'accordo con questa imposizione ridicola'" .

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