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Le accuse (gravissime)

Vaticano, le accuse del cardinale Burke a papa Francesco: "Perché è giusto contestarlo"

6 Aprile 2018

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Cardinale Burke: " L'Islam è un pericolo: vogliono sottometterci "

Torna a far sentire la sua voce la fronda interna al Vaticano dei cardinali che hanno sollevato dubbi e critiche sull'operato di papa Francesco con le dubia, le cinque domande rivolte al pontefice che chiedono una risposta sulla continuità del suo Magistero rispetto a quello portato avanti da Benedetto XVI. A parlare ancora è il cardinale Raymond Leo Burke, che in una lunga intervista a La nuova bussola quotidiana respinge le critiche di disobbedienza al Papa: "la correzione della confusione o dell'errore - dice il cardinale - non è un atto di disobbedienza, ma di obbedienza a Cristo e perciò al Suo Vicario sulla Terra".

L'iniziativa dei cardinali era nata dopo la pubblicazione di Amoris laetitia di papa Francesco, un intervento che aveva creato divisione nella Chiesa "sulle questioni fondamentali e più importanti - ricorda Burke - come il matrimonio e la famiglia, i sacramenti e la giusta disposizione per accedervi, gli atti intrinsecamente cattivi, la vita eterna e i Novissimi. Il Papa non soltanto rifiuta di chiarire le cose con l'annuncio della costante dottrina e disciplina della Chiesa, una responsabilità che è inerente al suo ministero quale Successore di san Pietro, ma aumenta anche la confusione".

E non aiuta di certo il caso scoppiato il Giovedì santo dalle pagine di Repubblica, dove Eugenio Scalfari ha riportato un'intervista al Papa che metteva in dubbio l'esistenza dell'inferno, misteriosamente smentita nel pomeriggio: "Quel che è successo è andato oltre il tollerabile - dice Burke - Che un noto ateo pretenda di annunciare una rivoluzione dell'insegnamento della Chiesa Cattolica, ritenendo di parlare nel nome del Papa, negando l'immortalità dell'anima umana e l'esistenza dell'Inferno, è stata fonte di profondo scandalo non solo per tanti cattolici, ma anche per tanti laici che hanno rispetto per la Chiesa Cattolica e i suoi insegnamenti, anche per se non li condividono".

Anche la reazione della Santa Sede non è piaciuta al cardinale Burke, quando la toppa è peggiore del buco: "Fortemente inadeguata. Invece di riannunciare chiaramente la verità sulla immortalità dell'anima umana e sull'Inferno, nella smentita c'è scritto solo che alcune parole citate non sono del Papa. non dice che le idee erronee, perfino eretiche, espresse da queste parole non sono condivise dal Papa e che il Papa ripudia tali idee quali contrarie alle fede cattolica. Questo giocare con la fede e la dottrina, al livello più alto della Chiesa, giustamente lascia pastori e fedeli scandalizzati".

Il caso dell'intervista di Scalfari, secondo Burke, è solo l'ultimo segnale della degenerazione che sta subendo la Chiesa cattolica. E il silenzio di "tanti vescovi e cardinali che condividono con il Romano Pontefice la sollecitudine per la Chiesa universale" aggrava solo la situazione. Il rischio è confondere i fedeli, portandoli a essere "vittime di errori dannosi alle loro anime".

Proprio davanti a questo rischio, il cardinale Burke ritiene che non sia più opportuno tacere, anche se si tratta di contestare le parole del Papa: "La Chiesa esiste per la salvezza delle anime. Qualsiasi atto di un Papa che mina la missione salvifica di Cristo nella Chiesa, sia un atto eretico o sia un atto peccaminoso in se stesso, è semplicemente vuoto dal punto di vista dell'Ufficio petrino. Quindi anche se chiaramente reca gravissimo danno alle anime, non comanda l'obbedienza di pastori e fedeli". Per questo, aggiunge il cardinale, è dovere di ogni cattolico parlare quando il Papa lascia la retta via: "Per il diritto naturale, per il Vangeli, e per la costante tradizione disciplinare della Chiesa, i fedeli sono tenuti a esprimere ai loro pastori la loro premura per lo stato della Chiesa. Hanno questo dovere al quale corrisponde il diritto di ricevere una risposta dai loro pastori". 

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Commenti all'articolo

  • pacemarioangelo

    06 Aprile 2018 - 14:02

    Un fatto è certo: quanto scritto da Scalfari, che l'insigne giornalista lo sappia o no, è quello che da anni insegnano i Testimoni di Geova, rispettabilissimi titolari di intesa con lo Stato italiano firmata da Romano Prodi, ma non certo titolari della dottrina cattolica. Anzi, per decenni la Chiesa di Roma li ha temuti più di quanto temesse gli islamici!

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