Ecco la prova

Ong e Open Arms sputtanate: strana coincidenza, se non c'è Salvini dei migranti se ne fregano

Giulio Bucchi

Eccole, le ipocrisie delle Ong. Pronte a puntare il dito contro il governo italiano e Matteo Salvini, dandogli addirittura dell'assassino, ma ancora più pronte a tacere sulle stragi di migranti che non avvengono tra Libia e Sicilia e sulle condizioni vergognose in cui sono costretti a vivere nel "porto sicuro" della Grecia, giudicato tale a differenza di quelli italiani.  Come sottolinea Fausto Biloslavo sul Giornale, 160 disperati, somali ed etiopi, sono rimasti vittime di un naufragio di fronte allo Yemen e non è ancora chiaro quanti di loro siano annegati. Nessuna nave Ong, nessuna videocamera, nessuna indignazione su Twitter. Purtroppo per gli uomini di Open Arms, SeeWatch e compagnia la Lega non c'entra e dunque non vale la pena concentrarsi su quella parte geografica, come se l'emergenza umanitaria non sia la medesima. "Oltre 7mila migranti, per lo più poverissimi, intraprendono questo viaggio della morte ogni mese", ha denunciato Mohammed Abdiker, dell'agenzia dell'Onu sull'immigrazione. Nel silenzio generale dei volontari no borders. Intanto nel "porto sicuro" della Grecia, secondo Medici senza frontiere 8mila migranti affollano il campo di Moria, sull'isola di Lesbo che ha spazio solo per tremila. Si parla di "caos, scontri e disordini costanti" e "episodi di violenze sessuali". Quei migranti partono dalla Turchia (pagata profumatamente dall'Unione europea per "filtrarli") e, che strano, nessuno fiata.