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L'accusa

Emmanuel Macron, altri guai: quel favore del suo amichetto Benalla all'oligarca russo, caso all'Eliseo

12 Febbraio 2019

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Emmanuel Macron, Alexander Benalla

Emmanuel Macron deve fare i conti con una nuova imbarazzante accusa che riguarda il suo ex consigliere e bodyguard, Alexandre Benalla, in affari con alcuni controverse figure russe. Secondo la testata indipendente francese Mediapart, Benalla a dicembre 2018 aveva firmato un contratto con oligarchi russi per garantire la sicurezza di una personalità vicina a Vladimir Putin.

Il contratto di dicembre scorso era il secondo che Benalla firmava con i russi, dopo quello del giugno 2018, quando era ancora in carica e gestiva la sicurezza dell'Eliseo. All'epoca Benalla avrebbe accettato l'incarico di proteggere Iskander Makhmudov, un personaggio controverso talvolta associato alla mafia moscovita ma anche al Cremlino, ora viene fuori una seconda intesa firmata due mesi fa con Farkhad Akhmedov tramite una società di proprietà di un amico dell'ex responsabile della sicurezza all'Eliseo, per un totale di 2,2 milioni di euro.

Mediapart conferma che dopo essere stato licenziato dall'Eliseo il 23 luglio scorso, ad ottobre Benalla è riuscito a recuperare il primo contratto tramite una società di nome France Close Protection per una somma di 980 mila euro. Sempre secondo la stessa fonte, due mesi dopo Benalla ha ottenuto la firma del secondo accordo, quello con Akhmedov, un altro oligarca russo legato a Putin, per la stessa somma. Nell'intricata vicenda sarebbe coinvolto anche Vincent Crase, gendarme riservista e amico di Benalla, la cui società Mars ha firmato il primo contratto, dato in subappalto al gruppo Velours. Il cui direttore, Jean-Maurice Bernard, ha invece riferito lunedì 11 febbraio a all'emittente Bfmt-Tv che "Benalla ha suggerito oppure conosceva i nomi delle cinque persone che Crase ci ha imposto nell'attuazione del contratto datoci in subappalto".

Tra l'altro, Benalla avrebbe preso parte a due dei tre appuntamenti che hanno preceduto la firma dei contratti di sicurezza. Parte dei benefici sono stati pagati a Benalla tramite un'altra società con sede in Marocco. La Procura nazionale finanziaria (Pnf) sta ora indagando per presunta corruzione in merito al contratto firmato con Makhmudov, che coinvolge anche Chokri Wakrim, ex membro dei servizi speciali francesi, all'epoca responsabile della sicurezza del primo ministro.

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