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Donald Trump, "messaggio in codice" ai suprematisti? "State pronti", brogli e minacce: dopo il voto rischio guerra civile

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Il presidente Usa Donald Trump teme che le elezioni di novembre saranno truccate per via del voto per posta, necessario a causa del Covid e della preoccupazione dei cittadini americani che preferiscono restare lontani dalle urne. Allo stesso tempo, Trump si rivolge ai suprematisti bianchi dicendo: "Stand back, stand by", ovvero state indietro, ma state pronti. Li invita a stare calmi ma anche a prepararsi alla mobilitazione. Che le due cose siano collegate? Secondo gli esperti e i media locali, le parole del tycoon potrebbero avere conseguenze orribili, dato che le milizie armate di destra - che sostengono il presidente - hanno già dimostrato di essere violente durante le proteste contro il razzismo, sull'onda del movimento Black Lives Matter. Se Trump non accettasse un'eventuale sconfitta e chiedesse aiuto alle milizie paramilitari dei suprematisti, si potrebbe scatenare una vera e propria guerra civile.

 

 

 

Il presidente ha già detto, anche durante il dibattito con il candidato dem Joe Biden, che secondo lui le elezioni che comportano un elevato afflusso di voti postali non possono che essere truccate: "E' una frode, una vergogna, ci vorranno settimane, mesi per conoscere il risultato". Quindi, quasi sicuramente farà di tutto per contestare la validità del voto. E allo stesso tempo potrà mobilitare i suoi fedelissimi. Tra l'altro, più volte il tycoon si è rifiutato di condannare esplicitamente i gruppi di estrema destra dei suprematisti bianchi, considerati dall'Fbi come una minaccia di terrorismo interno. Il messaggio di Trump durante il dibattito è stato accolto con così tanto entusiasmo che la frase "stand back, stand by" è finita nel logo della milizia pochi minuti dopo essere stata pronunciata. Il capo dell'organizzazione, Joe Biggs, la considera addirittura come un'investitura: "Trump ha detto agli antifa di andare a farsi fottere. Presidente, noi siamo pronti".

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