Il caso

Ita Airways, scontro in pista con il Boeing e poi "la fuga": choc, cosa svelano le registrazioni

Matteo Legnani

L'ente federale dell'aviazione statunitense (Federal Aviation Administration) sta indagando su un incidente verificatosi nella serata dello scorso 17 giugno all'aeroporto Kennedy di New York, il maggiore tra gli scali della Grande Mela. Dove un Airbus A330-200 di Ita Airways (ma ancora nei vecchi colori di Alitalia) ha "tamponato" un Boeing 777-200 della Air France. Stando alle registrazioni dei dialoghi tra gli equipaggi e la torre di controllo del JFK, i piloti del velivolo francese, che era appena atterrato da Parigi e stava rullando verso il gate di sbarco dei passeggeri, si sarebbero accorti immediatamente dell'urto, avvertendo il controllo del traffico aereo, affinché oltretutto informasse i colleghi dell'Airbus Ita dell'avvenuta collisione.

 

 

«Parla Air France 008, siamo al momento al parcheggio 9 e un'Alitalia che ci è passato accanto ci ha colpito. Avvertiteli di non decollare», è stato il messaggio partito dal Boeing. Tuttavia, secondo quanto riportato dall'emittente televisiva americana Abc, la torre non avrebbe fatto in tempo a fermare il volo AZ611 diretto a Roma, che a quel punto aveva già iniziato la sua corsa di decollo. Il contatto radio con l'Airbus italiano sarebbe avvenuto pochi minuti dopo e, sempre secondo la Abc, sarebbe stato il seguente: «Un altro aeroplano a terra, un Air France, ci ha riferito che lo avete urtato passandogli accanto mentre stavate rullando. Avete riportato un qualche tipo di danno al vostro aereo?», ha chiesto il controllore del traffico aereo. I piloti dell'Ita hanno risposto «negativo», proseguendo poi il volo transatlantico verso Roma dove sono regolarmente atterrati il mattino successivo. E dove, però, un danno all'ala, non specificato nella sua gravità, è stato effettivamente individuato dal personale tecnico della compagnia aerea. Il Boeing di Air France, invece, quel giorno non ha fatto rientro a Parigi, ma è rimasto parcheggiato al JFK per riparazioni fino almeno a ieri, il che lascerebbe intendere un danno riportato nella collisione piuttosto grave. Quanto all'Airbus italiano, invece, la "sosta ai box" è durata due giorni, prima che il bimotore riprendesse servizio operando un volo tra Roma e Tel Aviv. E da allora operando regolarmente ogni giorno.

 

 

«IRRITUALE»
Parlando con Abc News, l'esperto di aviazione commerciale John Nance ha commentato quanto accaduto la sera del 17 giugno al Kennedy «irrituale» e definito il comportamento dell'equipaggio della compagnia italiana «contrario a ogni protocollo di sicurezza, giacché i due piloti, seppur già decollati, una volta informati dell'avvenuta collisione, avrebbero dovuto immediatamente fare ritorno all'aeroporto di partenza per una ispezione sulle condizioni del loro velivolo». Questo, anche se, come è possibile trattandosi di aeroplani di grandi dimensioni, i due piloti ai comandi dell'AZ611 non si fossero effettivamente resi conto dell'urto avvenuto a terra. Altrettanto curioso è, anche, che nessuno dei passeggeri a bordo dell'Airbus si sia accorto del "tocco" con il Boeing francese e non abbia riportato il fatto su un qualche social, come ormai sempre più spesso accade in caso di inconvenienti in volo.

Quanto accaduto il 17 giugno non costituisce, nonostante la breve vita della compagnia aerea, l'unico "caso" che veda coinvolto un equipaggio di Ita Airways. Molto scalpore ed eco mediatica aveva suscitato anche quanto capitato circa un mese prima, il 15 maggio, sempre nel corso di un volo tra New York e Roma. Mentre sorvolava lo spazio aereo francese, l'equipaggio non aveva risposto alle chiamate del controllo del traffico aereo transalpino, facendo anche insorgere il timore di un atto terroristico. Anche in quella occasione, tutto era finito bene, coi piloti che avevano preso contatto coi controllori e un "normale" atterraggio a Fiumicino. L'accaduto aveva tuttavia avuto uno strascico nei giorni successivi, quando la stessa Ita Airways, dopo che numerose indiscrezioni di stampa era uscite sul fatto che il comandante del New York-Roma si fosse addormentato ai comandi, aveva annunciato di averlo licenziato.