Largo al falco

Nato, "mi candido": messaggio di guerra a Putin

"Mi candido alla guida della Nato". Il messaggio di guerra a Vladimir Putin arriva da Boris Johnson, ex primo ministro britannico e considerato in Europa un "falco" pro-Ucraina. Nei primi mesi del conflitto, infatti, prima di venire sfiduciato in patria, l'ex inquilino di Downing Street si era segnalato come il più attivo sostenitore di Volodymyr Zelensky, con dichiarazioni durissime contro il Cremlino, forniture militari e una draconiana politica di sanzioni economiche contro decine di oligarchi russi di stanza a Londra. Con contestatissime fughe in avanti, come l'ipotesi di un intervento militare diretto in Ucraina da parte degli eserciti occidentali.

"Cari amici, devo annunciare a tutti che esiste questo piano - ha ammesso Johnson intervistato da una tv ucraina, in relazione alla propria candidatura al ruolo di segretario generale del Patto atlantico oggi occupato dal norvegese Jens Stoltenberg -. Questa volta penso che sarò fortunato". Il politico conservatore britannico ritiene che non sia necessario che il prossimo segretario generale sia un cittadino dell'Unione europea. "Mi considero un ottimo candidato. Vale la pena dire che abbiamo una Nato più forte che mai, intraprendente, vivace".

 

 

 

Johnson ha poi esortato il proprio paese a "rompere il ghiaccio" e fornire i caccia al governo di Kiev, diventando così il primo paese a dare all'Ucraina aerei da combattimento. Un salto di qualità nel sostegno occidentale a Zelensky. Alla domanda se l'industria della difesa del Regno Unito debba essere messa su un "piede di guerra" alla luce delle sue scarse scorte di munizioni, Johnson ha risposto: "Penso certamente che dobbiamo dotarci di ciò di cui abbiamo bisogno. Ma se vogliamo assicurarci che il nostro Paese sia protetto e l'intera area di sicurezza euro-atlantica sia protetta, allora la cosa migliore che possiamo fare, la cosa più economica che possiamo fare, è assicurarci che Putin fallisca in guerra e che vincano gli ucraini".