Brutalità russa

Diga di Nova Kakhovka distrutta, ecco i video dell'Apocalisse (e quali sono i rischi)

La diga di Nova Kakhovka, in Ucraina, è stata colpita. E mentre continua il rimpallo di responsabilità tra Kiev e Mosca, aumenta la preoccupazione. Nel giro di poche ore, infatti, interi territori nella parte meridionale dell’oblast di Kherson sono stati allagati e il livello dell’acqua sta continuando a salire. Danni che possono avere pesanti conseguenze anche sulla guerra. La diga - spiega Inside Over - assicura l’acqua per irrigare i campi e per alimentare l’unico canale che rifornisce la penisola di Crimea. Ma non solo perché l’opera è associata una centrale elettrica dalla capacità di 357 Mw. Motivo per cui l’infrastruttura di Nova Kakhovka è finita al centro dello scontro tra Russia e Ucraina già nel 2014, all’indomani dell’annessione della Crimea da parte di Mosca. 

Poi negli anni Ottanta, con la costruzione della centrale nucleare di Enerhodar, l’importanza della diga è ulteriormente cresciuta. L’alimentazione dell’impianto atomico più grande d’Europa passa infatti anche dalle acque del bacino di Nova Kahkovka. Ecco dunque che i timori non mancano. Oltre alle preoccupazioni per l'incolumità dei cittadini che abitano nei dintorni, gli effetti potrebbero essere ben evidenti anche sotto il profilo bellico. 

 

 

In alcuni video rilanciati sui social, si vedono barchini con a bordo soldati ucraini abbandonare rapidamente gli isolotti sul Dnipro vicino Kherson. Dall’altro lato, anche molte trincee russe sarebbero state inondate con le truppe rapidamente spostate altrove. Non è tutto perché Volodymyr Zelensky sembra temere per l’impianto atomico di Zaporizhzhia, controllato dal marzo del 2022 dalle truppe russe. La paura è lagata a un possibile abbassamento del livello dell’acqua nel bacino che alimenta la centrale. "Se il livello dell’acqua nel serbatoio utilizzato per raffreddare la centrale nucleare di Zaporizhzhia scenderà sotto i 12,7 metri, sarà impossibile continuare a pompare", ha spiegato il direttore Rafael Mariano Grossi.