Qatargate

Qatargate, Eva Kaili "comincia a confessare": la sinistra è finita

L’ex vice presidente del Parlamento europeo Eva Kaili, coinvolta nello scandalo Qatargate, avrebbe cominciato a confessare e a fornire dettagli agli investigatori. Secondo il giornale belga Le Soir, l’eurodeputata greca avrebbe ammesso agli inquirenti di aver dato istruzioni al padre, beccato con più di mezzo milione di euro nell'hotel di lusso Sofitel, a Bruxelles, di nascondere parte dei contanti. L’uomo poi è stato arrestato il 9 dicembre, il giorno d’inizio della maxi operazione anticorruzione.

Stando a quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, la Kaili avrebbe puntato il dito contro il compagno Francesco Giorgi e contro l'ex eurodeputato di sinistra Antonio Panzeri: "Conoscevo le attività di Mr. Panzeri. E sapevo che a casa mia c’erano valigie piene di soldi", avrebbe detto. Oltre a suo padre, inoltre, l'ex vice presidente avrebbe "tentato di avvertire anche Panzeri e due eurodeputati coinvolti nell’inchiesta". 

Alla Kaili, racconta sempre Repubblica, viene contestato "di essere intervenuta a difesa degli interessi del Qatar, avendo incontrato il ministro del Lavoro" del governo di Doha. Secondo l'accusa, comunque, sarebbe stato Panzeri a "impartirle ordini per il tramite del marito". Inoltre, per gli investigatori il sistema di corruzione messo in piedi da Panzeri e Giorgi "rappresenterebbe un certo danno per l’equilibrio della democrazia"