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“CONOSCERE LA SOFFERENZA SERBA”: UNA DIMENSIONE POCO CONOSCIUTA DELLA STORIA EUROPEA

venerdì 11 settembre 2026
“CONOSCERE LA SOFFERENZA SERBA”: UNA DIMENSIONE POCO CONOSCIUTA DELLA STORIA EUROPEA

5' di lettura

Il Centro Memoriale della Repubblica Srpska porta a Roma, dal 7 al 13 settembre, la sua campagna internazionale “Conoscere la sofferenza serba” (“Learn About Serbian Suffering”). L’iniziativa mira a far conoscere al pubblico italiano e, più in generale, europeo, l’esperienza storica del popolo serbo e le sofferenze patite dalla popolazione civile durante alcuni dei periodi più tragici della storia europea del XX secolo.

La mostra digitale sarà proiettata su grandi schermi LED in diverse zone centrali di Roma, tra cui Piazza della Repubblica, su Via Nazionale, Castel Sant’Angelo, sul Lungotevere Prati, Cavour, Lungotevere Testaccio, l’area di Trastevere tra Marconi, Monteverde e Gianicolo, e Via Gregorio VII, nei pressi del Vaticano.

La campagna nasce dalla convinzione che la storia serba debba essere esaminata al di là delle interpretazioni politiche e degli stereotipi che, per decenni, hanno influenzato una parte dell’opinione pubblica occidentale.

Il popolo serbo ha profonde radici storiche in Europa e nelle sue tradizioni culturali, civili e spirituali. Ciononostante, una parte significativa dell’opinione pubblica dell’Europa occidentale conosce ancora poco la sua esperienza storica, in particolare le sofferenze subite dai civili serbi durante le guerre del XX secolo.

Questa scarsa conoscenza risulta particolarmente evidente in relazione alla dissoluzione della Jugoslavia e ai conflitti degli anni Novanta. In quel periodo, in parte del dibattito pubblico occidentale si diffusero interpretazioni semplificate del ruolo svolto dai serbi. Complessi sviluppi politici e storici furono spesso ridotti a una contrapposizione tra responsabili e vittime, mentre l’esperienza serba della guerra ricevette un’attenzione limitata. Di conseguenza, le sofferenze delle famiglie che persero i propri cari, le proprie case e intere comunità furono spesso trascurate, così come le vicende di centinaia di migliaia di persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e le terre in cui vivevano da generazioni.

La campagna intende contribuire a colmare questa lacuna nella memoria collettiva europea.

Il suo obiettivo non è accusare alcun popolo, Stato o società. Al contrario, invita il pubblico a considerare questa parte della storia europea da una prospettiva più ampia, attraverso materiali d’archivio, fatti documentati e, soprattutto, le testimonianze dirette di persone sopravvissute alla guerra, alle persecuzioni, ai campi di detenzione e alla perdita dei propri familiari.

Secondo Denis Bojić, direttore del Centro Memoriale della Repubblica Srpska, la campagna è stata ideata per portare oltre i confini della Repubblica Srpska e della Serbia l’esperienza storica del popolo serbo e le sofferenze patite dai civili serbi in diversi periodi del XX secolo. L’iniziativa, ha spiegato, pone al centro le famiglie che hanno perso i propri cari, le persone costrette ad abbandonare le proprie case, le vittime delle persecuzioni e dei campi di detenzione e le generazioni che hanno continuato a vivere portando con sé le conseguenze di quelle perdite.

Bojić ha definito il progetto una responsabilità sia nei confronti delle vittime sia delle generazioni future. Ha sottolineato l’importanza di preservarne i nomi, i volti e le testimonianze, rendendoli accessibili anche a coloro che non hanno ancora avuto modo di conoscere questa dimensione della storia europea. Ha inoltre indicato nella conservazione di questa memoria e nella sua diffusione internazionale uno dei principali compiti del Centro Memoriale.

L’Italia, ha osservato, riveste un’importanza particolare perché offre l’opportunità di presentare la storia serba in uno dei maggiori centri della cultura e della civiltà europea. La campagna intende favorire un confronto più ampio e aperto sulle sofferenze del popolo serbo, basato sulla documentazione storica e sulle testimonianze personali.

Bojić ha aggiunto che l’obiettivo del progetto è fare in modo che le vittime serbe non vengano ricordate soltanto come numeri nelle ricostruzioni storiche, ma come persone, con volti riconoscibili e storie individuali, all’interno della memoria condivisa europea. A suo avviso, preservare la memoria delle vittime significa anche preservare la dignità, l’identità e la consapevolezza storica di un popolo.

La decisione di presentare la campagna in Italia, e in particolare a Roma, riflette il profondo e consolidato rispetto dei serbi per la civiltà italiana e per i suoi risultati, dall’antica Roma e dal diritto romano fino al più ampio contributo dell’Italia alla cultura europea.

L’importanza storica di Roma e la sua influenza sul diritto, sulle istituzioni e sulla cultura europea conferiscono all’iniziativa un significato ulteriore. Presentare nella capitale italiana l’esperienza storica serba rappresenta quindi un’opportunità per inserirla in un più ampio contesto europeo.

Gli organizzatori sottolineano inoltre l’esistenza di legami più recenti che conservano una particolare importanza nella memoria pubblica serba. Le unità italiane della KFOR in Kosovo e Metohija hanno contribuito alla protezione della popolazione serba e del patrimonio culturale ortodosso. Il loro impegno pluriennale nella tutela del Monastero di Visoki Dečani e di altri luoghi religiosi serbi continua ancora oggi a essere ricordato.

Gli organizzatori considerano questi legami una base sulla quale rafforzare ulteriormente i rapporti tra i due popoli. La presentazione a Roma non intende soltanto condividere materiali e testimonianze storiche, ma anche favorire la prosecuzione dei rapporti di amicizia e cooperazione e far conoscere l’esperienza serba al pubblico di uno dei più importanti centri culturali d’Europa.

Il Centro Memoriale della Repubblica Srpska è stato istituito il 30 maggio 2024, a seguito di una decisione del Governo della Repubblica Srpska. La sua missione consiste nel raccogliere, documentare, conservare e presentare testimonianze relative alle sofferenze del popolo serbo.

La storia orale rappresenta un elemento centrale della sua attività. L’istituzione raccoglie testimonianze personali di persone che hanno vissuto direttamente la guerra, le persecuzioni e altre forme di sofferenza. Finora sono state registrate e raccolte oltre 1.500 testimonianze audiovisive, facendo di questo progetto una delle più grandi iniziative del suo genere nell’Europa sudorientale.

Il Centro intende fare in modo che queste esperienze non siano conservate soltanto nei libri, negli archivi o nelle statistiche. Documentando le voci e i volti dei sopravvissuti, mira a mantenere un legame diretto con le persone che hanno vissuto questi eventi. Le testimonianze vengono raccolte sul campo, archiviate e successivamente utilizzate in documentari, pubblicazioni, mostre e materiali didattici.

Il Centro Memoriale è inoltre disponibile a collaborare con istituzioni, musei, archivi, ricercatori e altre organizzazioni in Europa e nel resto del mondo attive nei settori della storia, della storia orale e della cultura della memoria. La presentazione in Italia rientra in un più ampio impegno volto a creare legami con le istituzioni europee e a rendere accessibili al pubblico internazionale le testimonianze sulle sofferenze del popolo serbo.