Iniziativa bipartisan

Guido Crosetto e "Presunto innocente": così le vittime dei giudici possono denunciare la cattiva magistratura

Tommaso Montesano

Una piazza virtuale a disposizione dei cittadini vittime della malagiustizia. Con tanto di modulo a disposizione per denunciare la propria esperienza una volta finito in quell'ingranaggio in cui - per dirla con le parole di Enrico Costa, deputato di Azione - «entri e non sai quando ne potrai uscire e anche quando esci, anche da innocente, non sei più la stessa persona». Perché, in attesa che il procedimento faccia il suo iter, tra primo grado, appello e Cassazione, passano anni (sei, nei distretti di Roma e Napoli). Adesso, per chi si batte per una «giustizia giusta», da ieri c'è presuntoinnocente.com, un vero e proprio portale dove trovare tutto ciò che serve per orientarsi sul "pianeta giustizia" proprio mentre sul tema lo scontro torna a farsi incandescente, tra il rallentamento della riforma targata Marta Cartabia e l'arma dei referendum brandita dalla Lega (sta per partire la raccolta delle firme). Ad animare l'iniziativa, che ieri è stata presentata alla Camera dei deputati, «politici, giuristi e professionisti della comunicazione» di ogni area politica. Tra i parlamentari, oltre a Costa, ci sono esponenti di Pd (Gianni Pittella); Forza Italia (Giusi Bartolozzi); Fratelli d'Italia (Guido Crosetto); Italia Viva (Roberto Giachetti). Un ruolo di primo piano lo ricopre Alessandro Barbano, attuale condirettore della Gazzetta dello Sport e già direttore del quotidiano Il Mattino. Ai promotori, inoltre, è arrivata una lettera di Giandomenico Caiazza, presidente dell'Unione delle Camere penali italiane (Ucpi). «Vogliamo che le persone trovino il coraggio, e che quelle che si sentono innocenti, in carcere, possano avere uno spazio di parola», spiega Crosetto, per il quale il sito diventerà «la voce di centinaia di migliaia di persone che hanno a che fare con la giustizia non giusta». Il simbolo dell'iniziativa è Enzo Tortora, la cui foto con le manette ai polsi al momento dell'arresto fa da sfondo alla presentazione del sito. Ed è di Tortora la frase che dà il senso alla mossa dei parlamentari, quel grido di dolore sulla «giustizia in ferie», colpevole di lasciare una «spazzatura umana (...) a fermentare nei bidoni di ferro delle carceri: piene di disperati, di non interrogati, di sventurati, e di, come me, innocenti. Fate qualcosa, ve ne prego». E «qualcosa», oggi, è realizzare finalmente quella riforma della giustizia che, nonostante le resistenze del M5S, sembra davvero a portata di mano. Se non altro per la necessità di rispettare le scadenze imposte dal Recovery, che ha subordinato l'erogazione dei fondi agli interventi sul processo penale. Tra i dieci punti che presuntoinnocente.com considera imprescindibili per una riforma «organica ed equilibrata», ci sono la riduzione dell'«invadenza» del processo penale «nella vita delle persone»; la messa in discussione della posizione del pm nell'ordine giudiziario; la riforma del Csm; la limitazione dell'uso delle intercettazioni, l'effettività della presunzione di innocenza, per la quale l'Italia entro l'8 agosto dovrà attuare una direttiva Ue e, soprattutto, il rendere «assolutamente eccezionale la privazione della libertà personale».