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Bologna, in Tribunale solo 7 minuti per ogni udienza: siamo alla cronogiustizia

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Massimo Sanvito
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Ormai siamo arrivati alla giustizia col cronometro in mano. Dibattimenti al centesimo. Accusa e difesa costrette a duellare veloci. Anzi velocissime. Udienze concentrate in pochi minuti. Sette per la precisione. Siamo al Tribunale di Bologna, dove un giudice della seconda sezione penale, Marino Barbensi, ha messo nero su bianco una lettera indirizzata all'ordine degli avvocati per avvisare che lunedì, dopodomani, ogni procedimento durerà al massimo sette giri completi d'orologio. Il motivo? Per quel giorno sono stati fissati la bellezza di 70 appuntamenti. Cioè: anche ipotizzando dieci minuti per ogni causa, significherebbe impiegarci più di undici ore. Infattibile. Fermandosi a sette andrà un po' meglio, otto ore totali, ma è giustizia questa? Processi lampo che produrranno rinvii su rinvii, finendo per ingolfare il motore del tribunale.

 

 

 

Il dottor Barbensi è stato chiaro: «La Procura ha fissato per citazione diretta quasi 70 processi, diversi ad ore 9, e tanti di più ad ore 11. Poiché occorre chiaramente scaglionare gli orari, ho rideterminato gli orari di ciascun processo per evitare agli avvocati di attendere inutilmente per delle ore. Il numero di processi costringe a dedicare non più di 7 minuti al massimo (sic) a processo, in quanto già dedicandone 10 occorrerebbero 700 minuti complessivi il che equivale a 11 ore circa e ciò non è possibile». Ieri, dunque, agli avvocati è toccato scorrere il sito internet del tribunale per cercare gli orari a cui sono stati assegnati. I legali ringraziano ma non possono non far notare come il limite del minutaggio sia un problema. Causato sì dal Covid ma anche dalla cronica mancanza di personale. Spiega Elisabetta D'Errico, presidente dell'ordine degli avvocati di Bologna: «Va evidenziato lo spirito di collaborazione del dottor Barbensi, che comunque ci avvisa. Il problema dei sette minuti è un dato che allarma. Sembra di capire che saranno quasi tutte udienze di smistamento e se ci saranno questioni più complesse da trattare e non bastano sette minuti per farlo, saranno rinviati. Ma il problema è a monte: non si possono mettere a ruolo 70 processi in un giorno, anche se sono di smistamento».

 

 

 

Ma nel capoluogo emiliano cifre del genere non sono una novità. È già capitato più volte che si formassero code chilometriche di avvocati in coda nell'attesa di entrare in aula insieme ai propri assistiti. E non sono mancate nemmeno le lamentele, soprattutto in inverno, e in periodo covid, quando i legali hanno dovuto aspettare all'esterno per non riempire il palazzo di giustizia. Così, ecco che il giorno di San Valentino si stabilirà un nuovo record nazionale. Sette minuti di tempo per far valere le proprie ragioni. Francesco Maria Caruso, il presidente del Tribunale di Bologna, puntando il dito sulle lungaggini della pandemia, ha avvisato che dal primo aprile «le prime udienze non saranno più spalmate su 12 magistrati togati bensì su 18, comprensivi di sei giudici onorari, i quali avranno a loro volta le loro udienze filtro». Il 21 febbraio arriveranno 122 nuovi assistenti al magistrato, 65 al penale e 57 al civile. Per provare a respirare.

 

 

 

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