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Eveline e Silvia Dellai, le gemelle "scandalose" del cinema a luci rosse. "Cosa succede quando torniamo a casa da nonna"

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Sono sula bocca di tutti, Eveline e Silvia Dellai, le celebri Dellai Twins del mondo del cinema per adulti. Ma questa volta film e video non c'entrano. "Merito" (o colpa) del premier belga Alexander De Croo, 46 anni, sposato  padre di due figli, finito nella bufera per uno scandalo privato: nei mesi scorsi scriveva insistemente a Eveline su Whatsapp, arrivando a proporle di vedersi a Bruxelles. Un corteggiamento spinto diventato vizietto, noto solo ad alcuni suoi compagni di partito, che in quei mesi ha rischiato di comprometterne la scalata politica e che ora potrebbe fargli rischiare poltrona e carriera. 

 

 

 



Eveline, nata con la sorella 28 anni fa a Villamontagna in Trentino, spiega di essere "tampinata" da molti altri politici europei, anche famosi, e al Corriere del Veneto racconta insieme alla gemella come sono arrivate alla fama mondiale partendo dalle montagne italiane. Innanzitutto, il trasferimento in Repubblica Ceca, dove il padre aveva aperto un locale. Qui il fidanzato fotografo di Eveline inizia a scattarle foto senza veli. "Le è piaciuto, ha guadagnato bene e ha cercato su internet uno shooting simile - ricorda Silvia -. Ha fatto un casting ma poi ha scoperto che era per girare un p***o". Eveline accetta e propone alla sorella di recitare insieme. Silvia, scandalizzata, dice no: "Ero sotto choc e l’ho detto subito ai miei genitori perché intervenissero". Poi un ciak tira l'altro, Silvia si convince, arriva la fama sui social. E dopo 2 anni l'incontro con il "re", Rocco Siffredi: "Gli dobbiamo molto - ammette Silvia -, ma eravamo già famose. Da lì in poi abbiamo iniziato a girare con lui".

 

 

 

 

 

E la famiglia? "Veniamo volentieri in Italia e in Trentino, dove abbiamo ancora i parenti, ci sentiamo a casa. Abbiamo spiegato alla nonna com’è il nostro lavoro e ha capito: ogni volta che torniamo a Villamontagna andiamo a messa con lei. La zia, invece, non ci parla. Ma a casa sanno che non siamo stupide: andiamo avanti perché abbiamo un cervello".

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