Bomba Margherita

Lusi: "Ho dato soldi a Renzi, proteggevo Rutelli"

Giulio Bucchi

Ci sono anche Rosi Bindi, Enzo Bianco, Fioroni ed Enrico Letta, nell'atto di accusa dell'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi. Di quersti ultimi dice che erano tutti "legittimati a chiedere" contributi attraverso loro fiduciari". Gentiloni e l'ambientalista Ermete Realacci che "legittimati, insieme a Rutelli, a presentare fatture per la componente democratici". L'ex tesoriere tira in ballo i vertici del partito. Lusi diche che il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha richiesto dei soldi, circa 100mila, anzi 120mila euro suddivisi in tre fatture, poi Francesco Rutelli mi ha chiesto di non pagargli la terza e così ho dato a Renzi solo 70mila euro. E' questa una delle rivelazioni che l'ex tesoriere della Margherita e senatore Pd Luigi Lusi ha fatto durante la sua audizione alla Giunta delle immunità di palazzo Madama. Lusi, sul quale pende la richiesta di arresto della Procura di Roma, ha consegnato una memoria con numerosi allegati, rivelando di aver già detto tutto ai magistrati. Nella Margherita - ha raccontato Lusi secondo quanto viene riferito - facevo semplicemente ciò che mi veniva detto. Agivo su mandato dei dirigenti e tutelando le varie componenti. Immediata, via Twitter, la replica di Renzi: "Mi hanno insegnato da piccolo a non aver paura dei ladri. Figuriamoci se inizio adesso con Lusi. Mai preso un euro dalla Margherita. Mai - scrive il sindaco di Firenze. - C'è un solo modo per vedere chi mente. Pubblicare on line tutti i soldi della margherita (e dei Ds, del Pd, di An, dell'idv). Io sono per l'abolizione del finanziamenti ai partiti. Va abolito, subito. E su questa battaglia vado avanti, anche da solo... Rutelli tutelato - Ma a sinistra tremano in tanti, non solo Renzi. L'ex tesoriere di Rutelli ha infatti sottolineato di aver dato dei soldi (avrebbe parlato di annualità e di mensilità) a varie fondazioni, tra cui quella dello stesso Rutelli e ad una fondazione chiamata Centocittà. All'ex ministro degli Interni Enzo Bianco, invece, veniva fornito - secondo il racconto di Lusi - un mensile di 3.000 euro, poi passato a 5.500. Ad una società di Catania legata al marito della segretaria di Bianco è stata fornita una cifra di circa 150mila euro, erogati - sempre secondo Lusi - tra il 2009 e il 2011. Secondo Lusi anche a Rutelli venivano fornite delle cifre ingenti in occasione delle elezioni. Tutte queste cifre, ha spiegato il senatore, venivano contabilizzate in modo da tutelare Rutelli. Ciccio querela il "calunniatorre" -  "Lusi? Un ladro senza vergogna. Un mentitore e inquinatore pericolosissimo, ormai paragonabile nei comportamenti al ben noto calunniatore Igor Marini". Lo dichiara in una nota Francesco Rutelli. "Ha cambiato versione per la terza o quarta volta - continua Rutelli - Presenterò immediatamente una nuova denuncia alla Procura della Repubblica di Roma per le gravissime calunnie che, ho appreso, sono state pronunciate ieri notte davanti alla Giunta del Senato". "Io alla Margherita ho dato tantissimi denari - con i rimborsi elettorali conquistati, con i voti e con numerosissime iniziative di autofinanziamento e, direttamente, con i miei contributi personali - e non ho mai preso un centesimo per me", conclude Rutelli, "Ci vuole pazienza, ma chi ha sempre agito correttamente e onestamente otterrà giustizia, ed egli pagherà per tutte le sue malefatte, tenute nascoste per anni in modo malvagio", conclude Rutelli. Trema la Margherita - Ad alcuni determinati dirigenti della Margherita venivano poi erogate altre somme, che non venivano controllate da Lusi qualora a chiederle fossero degli esponenti di primo piano del partito. Sempre secondo il racconto di Lusi altri soldi venivano dati, attraverso bonifici o contanti, quando i deputati portavano le ricevute fiscali dei taxi affinchè venissero rimborsate. Lusi ha parlato - secondo quanto si apprende - anche del fatto che molti dirigenti passati all’Api venissero pagati con i soldi della Margherita. Altro particolare rivelato: quando il tesoriere ha lasciato il suo incarico nelle casse della Margherita c'erano 20 milioni, soldi che - secondo l’accusa di Lusi - ora sono stati utilizzati da Rutelli affinchè vengano restituiti ai cittadini. La replica di Bianco - "L'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi ha ribadito ieri sera in Senato quanto già ampiamente diffuso attraverso i giornali, con malcelato scopo intimidatorio, il 3 e il 9 marzo scorsi", ha sottolineato in una nota Enzo Bianco. "Nel percorso che porta alla liquidazione della Margherita, infatti - spiega il senatore democratico - sono stati incentivati esodi, e il personale dipendente che lavorava per me è stato opportunamente sostituito da contratti di collaborazione e di prestazione di servizi. In modo assolutamente trasparente, con accrediti bancari, in forza di regolari contratti le cui spese sono documentabili sino all’ultimo centesimo, si è proceduto in questa direzione". "Io non ho trattenuto un solo centesimo - conclude Bianco - e se Lusi o chiunque altro afferma il contrario, lo trascinerò in tribunale. Tutto è stato fatto alla luce del sole, come è nella mia storia e nella mia tradizione politica. Cercare di distrarre l’attenzione dalle malversazioni messe in atto da Lusi o peggio ancora di intimidire (come hanno affermato con grande chiarezza la Procura di Roma e il Giudice delle indagini preliminari), suscita in me un sentimento di profonda indignazione". Inchiesta al Senato - Intanto gli inquirenti romani titolari dell'inchiesta starebbero pensando di chiedere entro pochi giorni al Senato il verbale dell'audizione del senatore davanti alla giunta che deve decidere sulla richiesta di arresto della Procura.