La sua seconda creatura?

La pazza idea di Umberto Bossi:vuole farsi un nuovo partito

Andrea Tempestini

Prove e certezze non ce ne sono, ma gli indizi e i sospetti cominciano davvero a essere tanti. Vediamone qualcuno. • Berlusconi annuncia di tornare in pista con una nuova formazione nella quale saranno presenti solo i «buoni» di quella vecchia. • Un gruppo di leghisti in polemica con Maroni (Rosy Mauro, Lorenzo Bodega e altri) fonda un nuovo partito dal nome piuttosto strampalato di «Siamo Gente Comune», che si pone come baluardo dell’ortodossia bossiana, o ancor meglio  marroniana (dal cognome della ex first sciura): qualcuno l’ha già chiamato Partito Marrone. Il riferimento cromatico non è dei più esaltanti ma si differenzia dal verde. • All’inaugurazione della sede del sodalizio ha presenziato Michela Vittoria Brambilla. • Il ritorno a tutti gli effetti del Cavaliere riporta alla completa operatività il contratto notarile che gli assicura la fedele alleanza di Bossi. • La Lega toglie dal suo simbolo il nome di Bossi. • Bossi esprime il suo compiacimento per il ritorno del Cavaliere in campo e non perde occasione per criticare il nuovo corso del Carroccio. • Alcuni dei ras leghisti fra i più sensibili al fascino arcoriano (Castelli, Carioni, Cota) circolano con preoccupante insistenza attorno al villino di Gemonio. Ce n’è abbastanza per fare scattare negli spiriti più maliziosi  una serie di campanelli di avvertimento.  I più sospettosi non potranno non speculare su che senso abbia fondare un partitino senza arte né parte (che non prenderebbe un voto neppure alle elezioni della bocciofila frequentata dai parenti del Bodega) e dargli  una denominazione scialba, che sembra però fatta apposta per fare da fondale a un cognome altisonante. Con Bossi nel simbolo e a capo potrebbe puntare al 2-3%, troppo poco per sperare in un avvenire proprio, ma abbastanza per sistemare i famigli più fedeli se si presenta in cartello col Berlusca, al cui revival anche una percentuale del genere potrebbe fare un gran comodo. Si profilerebbe insomma il rinnovo dell’antico cartello B&B che non avrebbe più i numeri del passato ma che farebbe comunque un discreto botto. Sarebbe quasi sicuramente velleitario illudersi che una rinnovata lista Bossi possa raccogliere consensi più ampi e danneggiare seriamente la Lega, a causa sia delle condizioni del vecchio leader che dello scarsissimo appeal mediatico dei suoi pretoriani più fedeli. Potrebbe rosicchiare qualcosa al Carroccio ma rischierebbe di portargli  vantaggi molto maggiori in immagine e in consenso. É infatti difficile oggi stabilire se il nome di Bossi porti voti o ne faccia perdere: c’è una bella fetta di elettorato autonomista che non ne vuole più sentir parlare. Una sua definitiva uscita conferirebbe  invece alla Lega un attestato di ritrovata  credibilità (e verginità)  e risparmierebbe a Maroni il fastidio di un’altra pulizia di vecchi arnesi che se ne andrebbero per conto loro. Per tutte queste ragioni in privato molti «barbari sognanti» auspicano che succeda quello che pubblicamente danno per impossibile e si rifiutano anche solo di commentare. In ogni caso si aprirebbero scenari interessanti e il quadro politico troverebbe maggiore chiarezza. Tutto il ragionamento si basa su niente di concreto ma solo su alcuni dei tanti rumors che agitano questa calda estate della politica italiana. Se Bossi diventerà capo di un nuovo partito alleato al vecchio amico Berlusconi lo sapremo presto. Siamo solo all’inizio di un’altra stagione di colpi di scena. Tutto è possibile: anche il Trota e Belsito possono sperare. di Gilberto Oneto