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Il Financial Times sul Cav.

"E' statista, non un playboy"

11 Luglio 2009

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Il Financial Times sul Cav.

Ma quale playboy, Silvio Berlusconi è uno statista. Lo scrive il Financial Times, lo stesso quotidiano della City londinese che qualche giorno fa aveva avanzato l’ipotesi che i funzionari italiani presenti al G8 fossero stati incaricati, dallo staff del premier, di “intercettare” le comunicazioni tra le diverse delegazioni per non farsi trovare impreparati. Il giorno la conclusione del summit, qualcosa è cambiato.
“Dopo tre giorni di presidenza sull’appuntamento internazionale, Mr. Berlusconi ha messo a tacere le critiche e colpito i suoi alleati, almeno per il momento”, si legge in un articolo che porta la firma di due inviati a L’Aquila, Guy Dinmore e George Parker. Un grande successo per tutto ciò che non è accaduto: dalle foto minacciate alle inchieste sulle escort che avrebbero preso parte ai suoi “copiosi festini”, dai possibili effetti del terremoto del 6 aprile ai cronisti – italiani e stranieri – che non hanno rivolto una sola domanda sulla vita personale del Cavaliere.
Anche Angela Merkel, che secondo molti sarebbe ancora indisposta nei confronti del presidente del Consiglio per lo scherzetto del “cù-cù”, lo ha salutato abbracciandolo e baciandolo. Altre pacche sulla spalla sono arrivate da Gordon Brown e Barack Obama.
La popolazione di L’Aquila (“60.000 persone hanno perso la casa mentre 22.000 sono nelle tende”, ricorda il FT), è stata portata al centro dell’attenzione mondiale. Un diplomatico ha commentato che il summit “è stato ben organizzato”: “La sistemazione e il cibo erano modesti e questo era la cosa più giusta”.
Nessuna coniglietta o gaffe, il Cavaliere ha fatto un figurone. Parola di Financial Times.

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Commenti all'articolo

  • Indietrotutta

    15 Luglio 2009 - 17:05

    ha dato prova di obiettività e una bella lezione alla stampa al servizio molto divvusa nel nostro Paese. Parla bene quando deve parlare bene del premier e ne parla male quando ne deve parlare male. Quindi sia le accuse di complotto che quella di "comunismo" rivolte alla testata inglese sono a dir poco infondate.

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  • valeria78

    14 Luglio 2009 - 13:01

    Parlate dei giornali inglesi..quando questo qui senza i finanziamenti pubblici NON ESISTEREBBE NEMMENO....

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  • allengiuliano

    13 Luglio 2009 - 14:02

    Non ho mai avuto fiducia dei giornali inglesi, (scrivono molto bene in iglese) Di Pietro insegna! Questo andare avanti e indietro cambiando idee, sono segni di incapacità nel recepire l'umore dei lettori. Ma si sà che il pettegolezzo è l'oppio di quello che vuol sentire il mediocre lettore di sinistra, contro il nostro Paese. Quando poi si tratta del Cav. ..apriti cielo! Cambiando proverbio: meglio avere un morto in casa che leggere gli articoli di giornali inglesi in riferimento all'Italia!

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