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Violenza sessuale, via libera

alla nuova legge

14 Luglio 2009

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Violenza sessuale, via libera

Un “sì” bipartisan ha approvato alla Camera il testo unificato dei progetti di legge sulla violenza sessuale: 447 i voti a favore, 29 quelli contrari. Il provvedimento, che è il risultato del lavoro della commissione Giustizia che ha uniformato le diverse proposte parlamentari con quella del governo, si aggiunge alle norme anti-stalking promosso dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna.
Il nuovo testo prevede un giro di vite in termini di sanzioni penali e introduce aggravanti connesse alle modalità di azione del colpevole. “Con l'approvazione della legge sulla violenza sessuale mettiamo a segno un nuovo, significativo risultato nella battaglia per la libertà, la dignità e la sicurezza delle donne”, ha commentato la deputata del Pdl Barbara Saltamartini, responsabile delle Pai opportunità nel Popolo della libertà. “Dispiace – ha concluso la Saltamartini- che di fronte ad una legge così importante non solo per le donne ma per l'intero Paese, il capogruppo del Pd, Antonello Soro, abbia fatto richiesta di votare a scrutinio segreto”.
Sono previsti dei protocolli di intesa tra istituzioni e associazioni di volontariato per l’assistenza delle vittime e campagne di informazione nelle scuole in collaborazione con il ministero dell’Istruzione. Non c’è, invece, la norma sui cosiddetti manifesti “wanted” con le foto dei latitanti.
Ecco nel dettaglio quanto previsto dal provvedimento:

Carcere dai 6 ai 12 anni - L’articolo 1 della legge stabilisce che “chiunque, con violenza, minaccia o abuso di autorità costringe taluno a compiere o a subire atti sessuali è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con la reclusione da 6 a 12 anni”.

Aggravanti - La pena non potrà essere inferiore a 7 anni e potrà raggiungere i 15 anni di reclusione se la violenza sessuale è commessa ai danni di un minore di anni 16; se si usano armi o sostanze stupefacenti per sottomettere la vittima; se chi commette violenza ha un rapporto di parentela con la vittima; se la violenza è ai danni di persona in condizioni di inferiorità fisica o psichica. Inoltre è prevista la pena dell’ergastolo “se dal fatto è derivata la morte della persona offesa”. La pena non può comunque essere inferiore a 8 anni in caso di “lesione personale grave”. E non inferiore a 12 anni in caso di “lesione gravissima”.

Molestie - Chiunque arreca molestia “mediante un atto o un comportamento a contenuto esplicitamente sessuale” è punito con la reclusione dai 6 mesi a due anni e una multa da mille a tremila euro.

Violenza di gruppo -  “Consiste nella partecipazione da parte di più persone riunite, ad atti di violenza sessuale” ed è punita con la reclusione da 7 a 12 anni. Con le aggravanti previste dalla legge. La pena è invece diminuita “per il partecipante la cui opera abbia avuto minime importanza nella preparazione e nell’esecuzione del reato”.

Maltrattamenti contro familiari - “Chiunque maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata è punito con la reclusione da 2 a 6 anni”. La pena è aumentata se si tratta di minore di anni 14, se dal fatto deriva una lesione grave (pena minima 4 anni), o gravissima (pena minima 9 anni), se la persona maltrattata muore (pena minima prevista 12 anni).

Parte civile in giudizio -  “L’ente locale, impegnato direttamente o tramite servizi per l’assistenza della persona offesa e il centro antiviolenza che presta assistenza alle vittime, possono intervenire in giudizio ai sensi dell’articolo 91 del codice di procedura penale”. Anche la presidenza del Consiglio può costituirsi parte civile nei processi per violenza sessuale a danno dei minori e nell’ambito familiare.

Informazioni e assistenza sociale - Le autorità pubbliche promuovono campagne di sensibilizzazione e informazione sulle misure previste dalla legge e sui centri antiviolenza che hanno competenze e funzioni di assistenza delle vittime. I servizi sociali garantiscono alle persone vittime di violenza le cure, le soluzioni di emergenza e il sostegno necessari ai fini di un loro totale recupero. Prevista anche la promozione da parte delle prefetture di protocolli d'intesa tra soggetti istituzionali (province, comuni, aziende sanitarie, consigliere di parità, uffici scolastici provinciali, forze dell'ordine) e del volontariato che operano sul territorio (associazioni femminili, centri antiviolenza) al fine di contrastare efficacemente il fenomeno degli atti persecutori e della violenza contro le donne.

Relazione governo al Parlamento - Ogni anno, a febbraio, il ministro delle Pari opportunità, presenta alle Camere una relazione sull’attività di coordinamento e di attuazione delle azioni contro gli atti persecutori e contro gli atti sessuali.

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Commenti all'articolo

  • Lumenovic

    20 Luglio 2009 - 09:09

    Guarda che questa legge tutela proprio le stronze invece, e tralascia il resto. Fa la stessa fine della legge sull'aborto dove invece di tutelare le donne in difficoltà per gravidanze rischiose, viene utilizzata per uccidere bambini non voluti solo per puro sfizio della donna utilizzando qualsiasi pretesto. Il grave, anzi gravissimo, è che viene data alla donna e solo alla donna di decidere. Questo è un crimine perseguibile da azioni penali. Invece si fa la legge per parargli il sedere. La legge antistalking è tale e quale. Una legge criminale.

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  • bimbomix

    16 Luglio 2009 - 11:11

    Non mi interessa renderti edotto su chi sono e blablabla.Ma la tua visuale è un po' ridotta.Questa legge non riguarda solo le donne, adulte e vaccinate.Riguarda soprattutto le categorie più deboli, soprattutto i bambini , maschi e femmine, vittime di violenza spesso all'interno del gruppo familiare. E la legge prevede appunto pene più severe in questi casi , che capita che non vengano denunciati dalle vittime perchè non vi sono strumenti sufficienti a garantirne la tutela.La legge non deve tutelare invece le " stronze", quelle che si inventano il reato per ricattare il marito separato, ad esempio.

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  • Lumenovic

    16 Luglio 2009 - 09:09

    Le donne fanno tante parole, fanno le spaccone quando sono davanti ad una tastiera e esternano tutta la loro rabbia contro gli uomini, e poi dicono che noi siamo depravati, alla faccia delle sembianze umane. Meno male che il mondo è stato costruito cosi altrimenti si era già estinta la nostra razza. La legge lo sanno tutti è solo carta, infatti nulla è cambiato. Si pensa di terrorizzare gli uomini imponendo la galera, l'uomo ormai ha preso coscienza della sua condizione, sa che è nato per subire quindi sai quanto glie ne importa di fare cinque dieci o trenta anni di galera, tutti gli uomini sanno che potenzialmente potrebbero andare in galera colpa delle leggi fatte per parare il didietro alle donne, ormai in giro si sente dire solo questo. Se compiono un gesto è perchè lo hanno già assimilato. Credo che non esista nessuna legge che opprima una condizione naturale. Si può paragonare alla guerra in Afganistan. Gli americani sono potenti ma non riescono a sconfiggere la volotà dei residenti solo perchè sono abituati a soffrire mentre gli americani no. Cosi è il potere dato alle donne, non sono nulla se gli uomini non le proteggono, e le donne fanno di tutto per farsi odiare, ecco perchè stà avvenendo una guerra tra i sessi. Ramina, povera sei tu, veramente, che non sai neanche vedere ad un palmo dal naso. Io sono, io pretendo è il tuo motto, non hai ancora capito che non vali niente se continui a pensare a te stessa. Si vede che sei proprio una donna. Mi raccomando, ribatti dicendo che tu sei, che tu hai, che tu vuoi, come nel tuo consueto scrivere .

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