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Decreto anti-crisi pronto

Si va verso il voto di fiducia

21 Luglio 2009

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Decreto anti-crisi pronto
Le commissioni Bilancio e Finanza hanno dato il via libera al decreto legge anti-crisi e alle novità introdotte nel corso dei lavori parlamentari. Ma alla Camera il Pd è insorto alla decisione del governo di passare per un voto di fiducia e ha abbandonato i lavori, mentre il Movimento per le autonomie – appartenente alla coalizione di governo – ha manifestato alcuni malumori.
Il Pd abbandona i lavori - Fra le misure principali che hanno incassato il primo ok del Parlamento, ci sono lo scudo fiscale, la mini riforma delle pensioni con l’innalzamento dell'età pensionabile delle donne nel pubblico impiego e le misure in favore del mondo delle imprese. Il testo domani sarà all'esame dell'Aula di Montecitorio ed è ormai scontato che il governo decida di porre la questione di fiducia. Un proposito, questo, che non piace al leader del Pd, Dario Franceschini, che parla di un “modo di svuotare il nostro sistema parlamentare, senza nemmeno dichiararlo”.
I malumori del Movimento autonomia - I cosiddetti messaggi politici non sono mancati nell’ultima fase dell’esame degli emendamenti, perché la maggioranza è stata battuta per 30 voti a 29 su un emendamento all'articolo 3 del provvedimento riguardante i costi di trasmissione e i relativi controlli da parte dell'Authority dell'energia elettrica. Sull'emendamento il governo aveva espresso parere contrario. E lo stesso voto contrario dell' Mpa al testo complessivo del decreto lascia supporre qualche malumore all'interno del centrodestra.
"Lo scudo è un condono" - Franceschini, da parte sua, non ha contestato solo la scelta di metodo del governo, con l'imposizione della fiducia. Nel mirino delle sue critiche c'è anche la norma sul cosiddetto scudo fiscale, giudicata “un favore a chi ha violato la legge”. Lo scudo, per il segretario del Partito democratico, “non è nient'altro che un condono, ed è tanto più immorale perché con un'aliquota insignificante si fa un favore a chi ha violato la legge”.
L'Idv critica i democratici - Un altro colpo di scena, visti le precedenti polemiche, è la strategia adottata dall’ Italia dei valori che non ha seguito il Pd nel lasciare i lavori. “Noi abbiamo partecipato al voto e votato contro, abbiamo ritenuto corretto restare dentro per manifestare comunque la nostra contrarietà di metodo e merito sul provvedimento”, ha detto Antonio Borghesi, vicepresidente dei deputati dipietristi. “Non ci sembra che uscire dall'Aula sia un modo per non far costituire un precedente”.

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Commenti all'articolo

  • valeria78

    22 Luglio 2009 - 12:12

    mentre il premier va a "p....", l'Italia va anche peggio! Tremonti ancora una volta si dimostra un ministro altalenante che da un lato pronostica crisi, e dall'altra non si cura di fare condoni ai conti mafiosi all'estero con lo "scudo fiscale". E mentre i capitali dei ricchi evasori saranno al sicuro, migliaia di padri e madri di famiglia faranno la fame. Daltronde votare un governo di destra significa questo, privilegiare le elitè e f.... gli italiani. Lo vogliamo NOI... daltronde siamo "co....."

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  • vvezzola

    22 Luglio 2009 - 09:09

    Questo emendamento dell'onorevole Ventucci PDL è stato riportato in alcuni siti. A quale scopo condonare 90 miliardi (si miliardi) di Euro? Rubiamo ai poveri per dare ai ricchi? Ormai siamo al partito di superciuck? http://www.giocoegiochi.com/index.php?Center=News&NotiziaEsiste=Si&id=46027&Categoria=Newslot%20vlt&LinguaParametro=Italiano

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  • S.Winston

    21 Luglio 2009 - 17:05

    fatemi capire, la moratoria serve ad aprire un canale "di favore" verso le PMI, canale che però sarà definito entro 120 giorni (quattro MESI quattro) dall'entrata in vigore del DL?Quindi a Settembre saranno già morte metà di quelle PMI.....già che si siano accorti della crisi è un bene, essere tempestivi bhe mi sembrava chiedere troppo!!!

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