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Decreto anti-crisi: il governo

incassa la fiducia senza l'Mpa

24 Luglio 2009

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Decreto anti-crisi: il governo
Il decreto anti-crisi ha ottenuto il voto di fiducia alla Camera: 294 i voti a favore, 186 quelli contrari. Il voto finale per la Camera è previsto per martedì, poi il maxiemendamento passerà al vaglio del Senato, dove potrebbero esserci delle modifiche.
Anche l’ultima giornata di dibattito alla Camera è stata particolarmente vivace, dopo i precedenti dei giorni scorsi durante i quali l’opposizione aveva accusato il governo di “strozzare” il dibattito parlamentare ponendo l’ennesima fiducia e il presidente dell’Aula Gianfranco Fini aveva chiesto, per il futuro, maggiore chiarezza e la possibilità di rivedere la prassi di chiedere un voto di fiducia sui maxiemendamenti.
Da Marina di Pietrasanta, il segretario del Pd Dario Franceschini ha attaccato la maggioranza, spiegando che nel maxiemendamento su cui il governo ha posto la fiducia non ci sono le misure necessarie "a fronteggiare l'emergenza" del Paese. In compenso c'è "lo scudo fiscale e in un Paese che sprofonda nell'evasione è una norma che dà un premio a chi, violando la legge, ha portato i capitali all'estero".
Durissima invece l’Italia dei valori: in Aula, nelle dichiarazioni di voto che precedono la votazione, il deputato Renato Cambursano ha detto che "questo decreto ingrassa l'Italia grassa, con lo scudo fiscale e con lo scandalo delle sanatorie. Oggi noi abbiamo due Italie: da una parte quella che lavora e soffre, e dall'altra parte quella grassa e che si ingrassa a spese della prima". I deputati del partito di Di Pietro indossavano una mascherina a lutto per i tagli al Fus, il Fondo unico per lo spettacolo.
Dai banchi dell'Udc, invece, il leader Pier Ferdinando Casini ha attaccato il presidente Fini, accusandolo di aver "disatteso gli impegni" presi con i gruppi parlamentari in merito all'esame del provvedimento. "Non la invidio - gli ha detto sarcasticamente - perché conosco le difficoltà del presidente della Camera in situazioni di questo tipo, ma c'era un accordo limpido tra i gruppi che poteva essere rispettato perché il Senato poteva cambiare il testo".
Il caso Sud - Non hanno votato i rappresentanti del Movimento per le autonomie: “Su questo decreto legge non possiamo che esprimere giudizio negativo. Non potendo non votare la fiducia, oggi al momento del voto usciremo dall'aula”, ha spiegato il capogruppo Carmelo Lo Monte. E nella sua dichiarazione ha spiegato che “l'impegno del governo rispetto al Sud è insoddisfacente”. Pronta la risposta di Umberto Bossi: “Se son rose fioriranno. Stiamo a vedere, ma rischia di essere un pasticcio. E d'altra parte la politica è piena di pasticci...”.

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Commenti all'articolo

  • Indietrotutta

    27 Luglio 2009 - 12:12

    alla 23esima fiducia in un anno di legilsatura. Credo sia stato battuto ogni record. Secondo me questa è la vera notizia che dovrebbe far riflettere soprattutto i militanti del centrodestra. Ricorrere alla fiducia quando s dispone di una schiaccinate maggioranza è sintomo di debolezza che si cerca di mascherare con l'urgenza di provvedimenti che di urgente hanno ben poco.

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  • giovannib

    27 Luglio 2009 - 00:12

    io mi ritengo, a ragione, di essere un vero ITALIANO avendo padre sardo e madre veneta e visto che sono un accanito difensore della Costituzione e dell'Unità d'Italia non ritengo corretto che nel partito di Centro destra, per me espressione dei più nobili principi di unità e democrazia, ci siano divisione dettate da meschine posizione di potere. NOI che siamo del CENTRO DESTRA non DOBBIAMO crearci problemi di questo tipo (vero retaggio della vecchia democrazia cristiana (falsa) e del partito dei comunisti) dobbiamo lavorare per il PAESE ed al servizio del POPOLO ITALIANO che merita un vero GOVERNO. Cari politi di Centro destra evitate di farvi corrompere dalla logica della sinistra che purtroppo troppi lutti addusse a questa povera Nazione VIVA l'ITALIA UNITA

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  • ghorio

    25 Luglio 2009 - 12:12

    E' chiaro che la maggioranza di governo, disponendo di un ampio numero di parlamentari, non fa una bella figura nella vicenda del voto di fiducia. Naturalmente i giornali di centrodestra, compreso Libero, sempre indulgente con il Cavaliere, si guardano bene dal criticare o di evidenziare che con questa procedura il governo non fa una bella figura, anche se l'indice di gradimento dell'italica stirpe, fra poco, sfiorerà l'80 per cento, come usa informarci il grande Silvio. Sondaggi dei quali mi fido poco. C'è poi la questione del contenuto del decreto anti crisi, che , a mio parere, non risolve i problemi italiani e li affronta in modo inadeguato, compresa la questione dell'aumento dell'età pensionabile delle donne del prubblico impiego.Tra l'altro non capisco la solerzia di applicare la direttiva Ue , in questa circostanza, quando sono numerose le direttive, ben più importanti, mai applicate. In ultina la questione del Sud: Libero ha "sposato" la questione settentrionale, ma non è con questo operare che il governo affronta i reali problemi del Sud, con tutte le conseguenze negative per la nostra economia. La favoletta degli sprechi al Sud va modificata: semmai gli sprechi sono di casa al Nord. Giovanni Attinà

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