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Carceri sovraffollate, l'Italia

deve risarcire detenuto

5 Agosto 2009

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Carceri sovraffollate, l'Italia
Risarcito per i danni morali subiti a causa del sovraffollamento della cella: è la condanna che la Corte europea ha previsto per l’Italia legata alla vicenda del bosniaco Izet Sulejmanovic, condannato per furto aggravato a due anni di detenzione nel carcere di Rebibbia e che sarebbe stato vittima di “trattamenti inumani e degradanti”. Il nostro Paese ora gli deve un risarcimento di mille euro.
La vicenda - Tra il novembre 2002 e l'aprile 2003, secondo quanto accertato dalla corte, Sulejmanovic ha infatti condiviso una cella di 16,20 metri quadri con altre cinque persone disponendo, dunque, di una superficie di 2,7 metri quadri entro i quali ha trascorso oltre diciotto ore al giorno.
La corte, nella sua decisione, rileva come la superficie a disposizione del detenuto è stata molto inferiore agli standard stabiliti dal Comitato per la prevenzione della tortura che stabilisce in 7 metri quadri a persona lo spazio minimo sostenibile per una cella. La situazione è migliorata solo in un secondo momento, quando il detenuto è stato trasferito in altre celle occupate da un minor numero di detenuti, fino alla scarcerazione, avvenuta nell’ottobre del 2003.
"Occorrono nuove regole" - “Poiché in Italia i detenuti (circa 64 mila) che vivono in condizioni di sovraffollamento sono la quasi totalità – ha dichiarato Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione 'Antigone' che si batte per i diritti nelle carceri - lo Stato rischia di dover pagare 64 milioni di euro di indennizzi”. Gonnella ha incalzato il governo perché “la condanna dell'Italia impone soluzioni definitive per le carceri e mette definitivamente fuori legge l'attuale gestione del sistema penitenziario”.
La risposta - Franco Ionta, capo dell'attuale Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, ha evitato di commentare la sentenza, limitandosi ad osservare che “i mille euro sono di equo indennizzo perché l'arco temporale sofferto dal ricorrente è stato molto limitato”. La condizione carceraria del bosniaco, ha proseguito Ionta, “viene definita più che accettabile (anche dal punto di vista dell'assistenza sanitaria) visto che il detenuto trascorreva almeno dieci ore al giorno fuori dalla cella per svolgere altre attività”.
“Personalmente – ha concluso - non mi risultano ricorsi dello stesso genere pendenti davanti alla Corte di Strasburgo e non credo che casi denunciati dal detenuto bosniaco siano oggi così diffusi in Italia”.

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Commenti all'articolo

  • sgrimola09

    10 Agosto 2009 - 17:05

    Cara corte-europea,faresti bene ad interessarti delle vittime dei malavitosi e non,o non solo, dei mascalzoni!Chi non ama le carceri affollate NON DELINQUA.Vorrei conoscere gli orari di lavoro della "corte europea" e quali sono i compensi.Purtoppo i delinquenti italiani non sappiamo dove mandarli,ma gli stranieri,specie se clandestini,irregolari,recidivi, CALCI NEL SEDERE FUORI D'ITALIA.Zio gigi

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  • LuciaRosi

    07 Agosto 2009 - 09:09

    ..egli italiani che hanno dovuto mantenere questo bosniaco delinquente,con annessa sanità gratis,chi li risarcisce??? Ma quante volte gli italiani devono pagare questi personaggi che entrano prepotentemente ,più delle volte illegalmente, nel nostro paese( che nostro non lo è più,grazie a quei porci umanitari!)per delinquere, magari guadagnandosi anche dei premi "di produzione"!!Poi chi sono gli occulti registi che hanno "consigliato"questo individuo a ricorrere alla corte di giustizia europea? Ma a cosa serve questa "mitica europa" se non ad autorizzare personaggi simili a delinquere?Poi ancora,dato il precedente,quanti "poveri detenuti innocenti,clandestini o non"si sentiranno lesi nei loro "diritti" e faranno simili ricorsi???Ed infine un piccolo, piccolissimo particolare e cioè alle vittime di questi delinquenti chi ci pensa? Questi fatti, comunque, accadono solo in Italia, dove gli sfascisti per interessi personali, ma soprattutto di partito, con atteggiamenti umanitaristici "pelosi" hanno svenduto questa povera terra che un tempo aveva dei sani principi sui quali aveva fondato la sua crescita morale e "materiale"!..e poi si grida al razzismo..!!!

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  • sgrimola09

    06 Agosto 2009 - 12:12

    certo occorrerebbero nuove carceri e governanti capaci di realizzarle in tempi brevissimi,e' possibile,basta lavorare seriamente e ONESTAMENTE. Pero' vorrei sapere se le vittime di tanti malavitosi ricevono qualche risarcimento,come vivono,hanno lavoro,conforto?Vi devono essere delle priorita',se non si puo' avere "tutto e subito",come dicevano certi individui,quindi se non si vole finire in galera si rispettino le Leggi.Pero' viene da ricordare che in Italia e' difficile finire,o restare in galera.Zio gigi

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