Cerca

Premier senza freni a Milano

"Non sono un dittatore"

8 Settembre 2009

0
La libertà di stampa, la crisi economica e il ruolo delle banche: il presidente del Consiglio è tornato a parlare a tutto campo e l’occasione per farlo è stato l’intervento all’inaugurazione della fiera del tessile a Milano. Dove è arrivato con mezz’ora di ritardo, per colpa del traffico. Tanto che, prima di addentrarsi sui nodi della politica, ha fatto sapere che presto verrà costruita per il capoluogo lombardo una nuova tangenziale. “Sono rimasto bloccato nel traffico in tangenziale. Salendo in ascensore con il sindaco ( Letizia Moratti, ndr) abbiamo preso una decisione: dobbiamo farne un'altra”.
La Tangentopoli di Bari - Chiusa la pratica infrastrutture, si è lanciato nel lungo intervento, durante il quale, complice un lapsus, rievoca anche Tangentopoli. “A Bari c'è aperta un'inchiesta interessante...”, sostiene. L'occasione per la battuta viene da un lapsus dello stesso premier che, durante il suo discorso, in un passaggio dedicato al post-terremoto in Abruzzo, ha detto “tangentopoli” anziché “tendopoli”. Un brusio della platea ha sottolineato il lapsus e il Cavaliere si è interrotto. “Tangentopoli è una cosa del passato? Vediamo. A Bari c'è aperta un'inchiesta interessante. Mi sono stancato - ha aggiunto dopo una pausa - di prenderle soltanto”.
"Noi non chiudiamo i giornali" - Non lo può fermare nessuno e allora aumenta la dose. In Italia non esiste alcun rischio dittatura, piuttosto l’indice di gradimento del governo è sempre più alto. “Parlano di moralità politica perché Bossi va a Miss Padania e perché io ho fatto qualche cena simpatica. A proposito ho perso una taglia...”, scherza il Cavaliere che ha ribadito le cifre attorno al gradimento da parte degli italiani. “E’ al 68,4%”. “Sapete - aggiunge - perché gli italiani credono e hanno fiducia in me? Non solo perché sono giovane e bello e perché sono un imprenditore in quanto tale non ho bisogno di rubare e questo è certo. Hanno in fiducia in me perché sanno che i cattocomunisti non riusciranno a mettere in campo i loro piani”.
Crisi: "Bisogna fare squadra" - “Nei paesi dove ci sono i dittatori prima si censurano gli articoli e poi si chiudono i giornali. Tutto quello che sta succedendo in Italia in questo periodo dimostra che non siamo in una dittatura”, dichiara. Ma davanti agli imprenditori bisogna parlare soprattutto di crisi. Lo fa con un lungo passaggio: “La politica dà un segnale disastroso: tutti contro tutti. È necessario fare squadra per superare la crisi”. Riconferma che la ripresa si sta sentendo: “Lo hanno detto Obama, il Fondo monetario e la Commissione europea. Ci sono segnali di ripresa e dietro c'è l'uomo, l'imprenditore, il politico intelligente e la voglia di mettere da parte tutto ciò che fa paura. È necessario mettere da parte ogni contrasto per uscire definitivamente dalla crisi”.
Il genio di Tremonti - “Quel difficile genio di Tremonti è stato l'unico a prevedere” la crisi, incalza Berlusconi. L’Italia, per il capo del governo, è stata tra i primi Paesi a intravedere i primi segnali della crisi e a sostenere l’idea che “nessuna banca poteva fallire”: “Se non ci fosse stato il fallimento di Lehman non ci sarebbe stata questa crisi o almeno non si sarebbe appalesata con questa forza è stato l'inizio della valanga”.
Formigoni candiato - E dalla platea lombarda arriva l’incoronazione di Roberto Formigoni alla guida della Regione. "Bravo Formigoni - dice il presidente del Consiglio - sarai un bravo prossimo presidente della Regione Lombardia". Una uscita che riaprirà il risiko per la poltrone contese tra Lega e PdL.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media