Cerca

Nucleare, accordo Italia-Usa

E l'Iran mette alla prova i 5+1

30 Settembre 2009

16
Nucleare, accordo Italia-Usa
Secondo il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, i negoziati che si terranno domani a Ginevra fra l'Iran e i 5+1 serviranno soprattutto a '”valutare quanto certi governi intendono dar seguito ai loro slogan di cambiamento”. “I colloqui - ha sottolineato Ahmadinejad - serviranno a mettere alla prova certi Paesi per vedere quanto sono sinceri e impegnati nel rispetto della legge e della giustizia”. Il presidente ha comunque affermato che “l'Iran è pronto a fronteggiare ogni situazione”, compresa dunque una rottura che porti a pesanti sanzioni contro Teheran. “Negli ultimi 30 anni abbiamo imparato a stare in piedi da soli e a voltare ogni situazione a nostro beneficio”, ha affermato Ahmadinejad che si è comunque detto pronto a “costruire con le potenze mondiali un rapporto di amicizia e comprensione”. “I sei Paesi – ha proseguito - sono liberi di adottare le politiche che vogliono. Noi, comunque, non abbiamo intenzione di recare danno". Una delle richieste che l'Iran porrà domani ai 5+1 sarà quello di acquistare da loro, se necessario anche dagli Usa, uranio arricchito a circa il 20 per cento da utilizzare in un reattore per la ricerca medica. Tale richiesta, secondo Ahmadinejad, é volta a “mettere alla prova” la volontà della controparte di creare un clima di fiducia.

Il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, intenzionato a rilanciare in nucleare nel Paese, ha siglato insieme al segretario statunitense all’Energia, Steven Chu, un accordo di cooperazione con l’obiettivo di “istituire un quadro per la collaborazione fra le parti sulla ricerca e lo sviluppo, per migliorare i costi, la sicurezza, il ciclo dei rifiuti e la resistenza alla proliferazione dei sistemi per l’energia nucleare per usi civili”. In base all’accordo alcune compagnie Usa aiuteranno a costruire una serie di impianti in Italia. Tra le società che potrebbero partecipare al progetto vi sono la General Electric e la Westinghouse, controllata Toshiba. La cooperazione prevista nel documento riguarderà soprattutto la progettazione di reattori di nuova generazione, la tecnologia sul nucleare di base, le tecnologie per il trattamento dei rifiuti e la nascita di un comitato di sorveglianza bilaterale che si riunirà ogni anno con il compito di dirigere e visionare l’intero progetto. Scajola ha spiegato che la costruzione degli impianti sarà avviata nel 2013, mentre la produzione partirà intorno al 2018, 2019.

Scajola ha ricordato che entro metà febbraio saranno definiti i criteri per la scelta dei siti. A questo proposito il ministro ha ricordato che l'accordo simile stipulato con la Francia "è stato allo studio da molto tempo" e dunque è più avanti, mentre "se saranno interessate le imprese statunitensi, necessariamente arriveranno in un tempo successivo rispetto a febbraio". Nel dettaglio, obiettivo dell'accordo sottoscritto è quello di istituire un quadro per la collaborazione fra le parti su ricerca e sviluppo per migliorare i costi, la sicurezza, il ciclo dei rifiuti e la resistenza alla proliferazione dei sistemi per l'energia nucleare per usi civili. Le aree tecniche di cooperazione includono: progettazione di reattori di nuova generazione con maggiore efficienza, minori costi, migliore sicurezza e resistenza alla proliferazione; combustibili avanzati; ricerca nucleare di base; tecnologie per il trattamento rifiuti, lo stoccaggio e il deposito finale; analisi della sicurezza nucleare. Le forme di cooperazione possono includere lo scambio di scienziati, ingegneri e altri specialisti per tempi e progetti prestabiliti, nonchè lo scambio di informazioni, di materiali e di attrezzature. È previsto anche un comitato di sorveglianza bilaterale che si riunisce una volta l'anno alternativamente negli Stati Uniti e in Italia. Scajola e Chu hanno poi firmato una dichiarazione congiunta per sancire la volontà di collaborare per: incoraggiare la ricerca di opportunità contrattuali per la realizzazione di centrali nucleari; eliminare le barriere alla cooperazione commerciale e industriale bilaterale; promuovere l'assegnazione di appalti nei rispettivi Paesi, basata su meriti commerciali e tecnici; incoraggiare l'adozione del csc; realizzare normative nazionali per un accesso affidabile alle forniture di combustibile nucleare; sviluppare infrastrutture nel campo dell'energia nucleare civile, compresi la formazione e l'addestramento delle risorse umane. Nel corso dell'incontro, infine, i due ministri hanno definito, come ha riferito Scajola al termine dell'incontro, "la convocazione a Roma a fine novembre di incontro tra alti funzionari dei ministeri dell'Energia del G8 allargato al G20 con il compito di definire proposte concrete in merito alla stabilità del prezzo del petrolio sui mercati. Chu - ha riferito Scajola - ha condiviso e dato tutto il suo appoggio all'iniziativa".


Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Shift

    06 Ottobre 2009 - 14:02

    Ringrazio anche lei per lo scambio di vedute, ma credo che le centrali andranno in funzione per 2020 al massimo, cioè tra 10 anni. Salvo che non ci sia un cambio di direzione politica alle eventuali elezioni, riportando in auge i verdi e il loro luddismo. In tal caso l'Italia finirà a ramengo economicamente se le centrali non fossero costruite, è solo questione di tempo e non credo che sarebbe un gran bel risultato per tutti quanti. Se la maggioranza rimane quella attuale, sia alla normale fine del mandato attuale che nelle prossime elezioni, il tutto si realizzerà. Stanno facendo di tutto per scalzare Berlusconi e la sua maggioranza, dalle calunnie, al sistema giudiziario, alle accuse di dittatura e mancanza di libertà di stampa. Non è tanto la sinistra spelacchiata che è rimasta, ma alcuni poteri forti dell'economia e della Chiesa, che non vogliono vedere cambiato l'attuale stato delle cose, perchè intendono continuare a vivere di rendita e a sfruttarci pelandoci. Se sarà così l'Italia e noi italiani perderemo la nostra sovranità e la nostra identità nazionale, saremo svenduti a spizzichi e bocconi, come già stavano facendo prima. La forte possibilità c'è, perchè la nostra democrazia è applicata in maniera imperfetta. Dal dopo guerra ad oggi è stato il Parlamento ad avere praticamente sia il potere Legislaticvo che quello Esecutivo, anche se di facciata esisteva un governo. Fin tanto che c'è stata una grande maggioranza ciò ha influito relativamente. ma in situazioni d'equilibrio è divenuta un anarchia, e a chi mangia meglio nella nostra greppia. Berlusconi facendo il gioco delle tre carte è riuscito temporaneamente a modificare tale situazione ottenendo un surrogato di governo forte, ma molto ballerino, si dovrebbe preoccupare di cambiare immediatamente la Seconda Parte della Costituzione, quella che definisce le nostre istituzioni e l'attuale sistema elettorale proporzionale. Con un governo vero tutto questo casino anarchico finirà e il potere effettivo sovrano sarà di nuovo nelle mani dei cittadini. Adesso siamo solo capaci di coprire con le elezioni le loro vergogne e così possono continuare a dichiarare che c'è democrazia. Basta vedere quello che accade a Berlusconi e alla magioranza attuale per capire che è un gran casino. Lei prega per non avere la centrale nucleare vicino casa, forse sarà come dice lei per la mancata attuazione, ma in tal caso, di sicuro, avverrà quello che dico io per il disastro Italia e degli italiani.

    Report

    Rispondi

  • Indietrotutta

    06 Ottobre 2009 - 13:01

    la ringrazio per le Sue repliche pacate e ragionate. La centrale slovena non è ai confini dell'Italia ma ciò non toglie che sia pericolosa al pari di quella di Cernobil e delle altre disseminate per tutta europa. Anche io so solo quello che leggo e quello che vedo. In Italia è pressocchè impossibile scavare una galleria o installare un un inceneritore, figuriamoci una centrale nucleare. Questo lo sanno tutti, governo compreso. Da quello che leggo e capisco mi sembra le centrali previdte in italia sarebbero produttive tra circa 20 anni, quando cioè tutti gli altri Paesi avranno già abbandonato tale forma di produzione di energia. Anche per questo ritengo che il nucleare, al pari del ponte sullo stretto, siano progetti destinati a restare tali. Servono solo a rimpinguare le casse dei consulenti che di solito sono amici dei politici di turno. Ovviamente spero che il tempo mi smentisca.

    Report

    Rispondi

  • Shift

    06 Ottobre 2009 - 10:10

    Egr. Liberovero, non ho nessuna competenza, so quello che i giornali e notiziari riportano, più l'uso del buon senso. Il federalismo non significa che ogni regione sia libera di fare quello che crede. Sulle politiche nazionali è il governo centrale che da le direttive. Dato che il sistema energetico italiano riguarda il sistema nazionale è inevitabile che decida il Governo centrale, su questo non ci possono essere dubbi o contrasti. I siti saranno indicati molto tempo dopo Febbraio, perchè in quel mese si riunisce la Commissione Tecnica solo per INIZIARE A CERCARE I SITI ADATTI. Non ci può essere alcuna scelta immediata, come lei suppone, se no che razza di commissione tecnica sarebbe se prima non studia il territorio? Gli ci vorrà giocoforza del tempo per decidere e, per quanto veloce siano, passeranno alcuni mesi di sicuro, per questo ipotizzavo a fine anno o poco prima. Il desiderio di non avere costruito niente di fastidioso o pericoloso vicino casa propria è del tutto normale, glie lo riconosco, ma il paese è sovrappopolato e sarà inevitabile che vicino casa di qualcuno si costruisca, è ben per questo che la commissione tecnica si riunisce, non per costruire dove convenga politicamente, ma dove convenga geologicamente e se sarà vicino casa sua sarà inevitabile che si costruisca, le piaccia o non le piaccia. E' molto probabile che scelgano per due siti almeno zone di confine, come fanno le altre nazioni. Visto che sa che esiste una centrale nucleare ai confini dell'Italia in Slovenia di cosa si preoccupa? Il pericolo ce l'ha di già, per di più gestito da un'altra nazione, di cui diffiderei anch'io della sua affidabilità tecnica e di sicurezza. Ce l'ha ai confini perchè sicuramente fornisce energia anche all'Italia, oltre che limitare i danni nazionali propri in caso d'incidente, quindi a costi energetici superiori a quelli che potremmo fare noi autonomamente, è ben per questo che si costruiscono tali centrali anche da noi, che avranno il vantaggio di essere anche nuove e avanzate tecnologicamente, oltre che più sicure. La concorrenza porterà inevitabilmente o a far chiudere tale centrale in Slovenia oppure a diminuirne la produzione, con un miglior standard di sicurezza per voi del Friuli Venezia Giulia ma anche per tutta l'Italia, perchè non dimentichi che se succede un incidente non è che colpisce solo vicino, ma anche a migliaia di chilometri, quindi siamo tutti a rischio, come le ho scritto più volte, non s'illuda dell'ipotetica distanza. Cernobyl è molto più lontana della Slovenia, eppure ha colpito tutta l'Italia a suo tempo. Se si desidera lo sviluppo, il lavoro per gran parte dei cittadini, il mantenimento dei nostri standard di vita collettiva è inevitabile adeguarsi, noi siamo in ritardo rispetto a tutti gli altri e ne stiamo pagando lo scotto con un maggior Debito Pubblico, con minori occasioni di lavoro, con standard di vita collettiva in calo. Se desidera questo, allora lei desidera la nostra arretratezza economica, se desidera lo sviluppo e la maggior ricchezza nazionale deve per forza lasciar costruire tali centrali, o l'una o l'altra, ma in questo decide la maggioranza degli italiani. Non possono desiderare diversamente, ne va della loro vita e di quella dei loro figli. Come ho detto già a valeria78, il progresso richiede PERICOLO, SEMPRE, è inevitabile, è giocoforza accettarne i rischi, qualunque partito sia a decidere, o questo o il terzo o quarto mondo, veda lei.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

media