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Napolitano firma lo scudo

E Di Pietro: "Atto di viltà"

3 Ottobre 2009

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Napolitano firma lo scudo

Giorgio Napolitano ha firmato il decreto correttivo che contiene le norme sullo scudo fiscale. Lo ha fatto rientrando a Roma dal suo viaggio in Basilicata. Già venerdì aveva anticipato la decisione, spiegandone le ragioni in una nota. Ma sul Capo dello Stato è bufera, dopo le pesanti dichiarazioni di Antonio Di Pietro che lo ha accusato di "viltà".

''Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, affermando che non poteva non firmare la legge criminale sullo scudo fiscale, ha compiuto un atto di viltà ed abdicazione''. Lo ha detto il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro in piazza della Repubblica per il corteo dei precari della scuola. ''E' proprio la Costituzione - ha spiegato Di Pietro – che affida al capo dello Stato il compito di rimandare le leggi alle camere controllando in prima istanza la loro costituzionalità. Così facendo - ha concluso - Napolitano si assume la responsabilità di questa legge''. "Chi chiede di 'non firmare' il decreto che contiene lo scudo fiscale non conosce come funziona la Costituzione". Lo puntualizza il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rispondendo al suo arrivo a Rionero in Vulture ad alcune persone che, dalla folla che lo attendeva, gli hanno chiesto di non firmare il decreto che contiene lo scudo fiscale e per il quale lo stesso capo dello Stato ha annunciato ieri l’intenzione di promulgarlo. "Nella Costituzione c'è scritto che il presidente promulga le leggi e se non firmo oggi - ha detto Napolitano - il Parlamento vota un’altra volta quella legge e nella Costituzione c'è scritto che io sono obbligato a firmare allora se dite questo non sapete che 'non firmare’ non significa niente". Ieri il presidente, in un discorso a braccio a Matera, aveva invece manifestato "una certa nostalgia" per la politica degli anni '50-'60, "tempi in cui non si facevano tanti complimenti, c'erano divisioni ideologiche, ma ci si rispettava, ci si ascoltava, c'era molto rispetto tra avversari".

Fini: "Di Pietro avvelena il clima politico" - «Le accuse al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a cui va la nostra piena solidarietà, dimostrano che quello di Antonio Di Pietro è un atteggiamento irresponsabile, che manifesta la totale assenza di senso delle Istituzioni e una pervicace volontà di avvelenare il clima politico». Questa la dichiarazione del Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, sui violenti attacchi di questi giorni del leader dell’Idv nei confronti del Capo dello Stato.

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Commenti all'articolo

  • andy_mer

    06 Ottobre 2009 - 14:02

    Come uomo di destra NON mi piace essere preso in giro dal 'grande alleato' prima con la storia del LODO Alfano, ora con la questione dello SCUDO. Ma Silvio, con franchezza, a chi vuoi darla a bere? Che mi risulti i presidenti delle due Camere on hanno chiesto un'immunità speciale nè si capisce perchè ne abbiano bisogno, non sono certo insostituibili. Quanto all'inquilino del Quirinale è già tutelato a sufficienza dall'art.90 della Costituzione che lo rende indiziabile soltanto per "alto tradimento e per attentato alla Costituzione" e in tal caso verrebbe messo in stato d'accusa dal Parlamento (e non dalla Magistratura). Ne consegue che il salva-quattro in realtà è una cortina fumogena per spacciare una leggina ad personam che è soltanto salva Cavaliere. Ed ora lo SCUDO fiscale, decreto grazie al quale ci dovremmo sputtanare per ricevere quattro soldi (perchè di questo in definitiva si tratta) da chi invece dovrebbe ricevere quattro legnate (Silvio, a pensar male, non è per caso che qualcuno di famiglia deve far sdoganare dei quattrini?). La sinistra ora dovrebbe fare un monumento a Berlusconi per ringraziarlo non solo di essere stato per anni il collante che li ha consorziati ma anche per la continua fornitura di nuovi argomenti grazie ai quali fare opposizione diventa un gioco da ragazzi : il Lodo, lo Scudo, Puttanopoli ecc. ecc. E intanto il paese con i suoi problemi REALI (economia, disoccupazione giovanile, impoverimento, ambiente, federalismo fiscale, sprechi della casta, ecc.)aspetta.... Non stupiamoci troppo se poi alle prossime elezioni cambierà il vento e la sinistra neo-prodiana di Franceschini guadagnerà voti gratuitamente. E Napolitano, uomo con DNA sinistrorso (non ho dimenticato che era uno di quelli che plaudivano all'"aiuto fraterno" dei sovietici al popolo ungherese nel '56), astutamente si è ben guardato dall'astenersi a firmare entrambi.

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  • micael44

    05 Ottobre 2009 - 17:05

    Guardi che Di Pietro non ha studiato in nessuna università, ma solo per corrispondenza (metodo Cepu). Negli atenei(quelli famosi come esamifici) si recava solo per sostenere gli esami, ovviamente evidenziando all'esaminatore che era un poliziotto e che la laurea gli serviva solo per la carriera (lo fanno in molti).Credo proprio che se avesse dichiarato di voler entrare in magistratura, anche un professore da esamificio lo avrebbe bocciato!

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  • fonty

    fonty

    05 Ottobre 2009 - 16:04

    Qui si è commesso un reato penale,sancito dal codice,e se contestare un reato penale è un'obbligo per la magistratura,allora si intervenga,altrimenti diventa omissione di atti d'ufficio.O forse non siamo tutti uguali di fronte alla legge?Io prima avevo qualche dubbio,ma ora è diventato certezza.

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